Maria Elena Boschi, Siracusa è uno dei suoi "paracadute". L'Area Orlando è letteralmente furiosa

 Maria Elena Boschi,  Siracusa è uno dei suoi "paracadute". L'Area Orlando è letteralmente furiosa

Nel collegio plurinominale della Camera di Siracusa, capolista nel Pd è Maria Elena Boschi. L’ex ministro, fedelissima renziana, non esattamente una rappresentante del territorio e sulla cui conoscenza di temi e problematiche siracusane si potrebbe disquisire per ore, può così vantare una ulteriore “blindatura” in una candidatura da guinness o quasi.
Oltre a correre nel collegio plurinominale della Camera a Siracusa, infatti, la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio nel governo Gentiloni è capolista nel collegio di Bolzano, Cremona-Mantova, nel collegio Guidonia-Velletri, nel collegio di Marsala-Bagheria e in quello di Messina-Enna. Ma in nessun collegio toscano, la sua regione.
Malumori e tagliente ironia nel Pd siracusano dove la corrente Orlando è in aperto contrasto con le scelte di Roma. E potrebbe sostenere – più o meno occultamente – altri pezzi di sinistra ma non il Pd “ufficiale”. La decisione sarebbe nell’aria ed elementi più concreti in questo senso potrebbero arrivare dopo la riunione degli orlandiani di Siracusa, guidati dall’ex assessore regionale, Bruno Marziano, prevista per venerdì. Agli amici più vicini avrebbe confidato tutta la sua profonda amarezza nel vedere la Boschi capolista, seguita dal segretario regionale Raciti e con la Amoddio soltanto in terza posizione. “Siamo una colonia, mortificata da scelte calate dall’alto. E’ banditismo politico”, avrebbe ripetuto ai collaboratori più stretti. Certo, Bruno Marziano ha il dente avvelenato per quel tratto di penna che lo ha escluso dalle candidature per il Senato. “Ma sapevo di essere in posizione tale da poter fare solo il portatore di voti. Volevo comunque essere della partita, per il partito”, ha ripetuto nei giorni scorsi. “Qualcuno dovrà spiegare…” è poi il sospeso che lascia presagire rotture sempre più nette nel dilaniato Pd siracusano.
Non solo logiche interne ma anche di prospettiva: dalle scelte di Marziano e dell’area Orlando potrebbero dipendere anche gli equilibri futuri del centrosinistra verso le elezioni amministrative di giugno.

 

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