Mozione di sfiducia ed elezione del vicepresidente, la partita incrociata per evitare “tentazioni”

 Mozione di sfiducia ed elezione del vicepresidente, la partita incrociata per evitare “tentazioni”

Sintomatico del clima di incertezza che si respira a Palazzo Vermexio è anche il busillis attorno alla data di fissazione della seduta di Consiglio comunale per l’elezione del nuovo vicepresidente dell’assise. Inizialmente, la capigruppo aveva stabilito che avesse luogo il 24 novembre, dopo la discussione della mozione di sfiducia in programma per il 18 novembre. Ma un successivo parere richiesto alla segretaria generale del Comune di Siracusa aveva fatto emergere la necessità di fissare quella votazione alla prima seduta utile e, quindi, al 5 di novembre. Una circostanza che, ad oggi, non trova riscontro tra gli ordini del giorno predisposti dagli uffici di presidenza del Consiglio comunale. E contro la quale è insorta l’opposizione compatta, con una nota con cui hanno chiesto al presidente del consesso civico di dare precedenza alla discussione e alla votazione della mozione di sfiducia rispetto all’elezione del vicepresidente. Chiamata in causa anche la stessa segretaria generale, alla luce del precedente parete. “Tra le mie competenze non vi è la determinazione dell’ordine dei lavori”, ha risposto nelle ore scorse Danila Costa. “L’ordine di trattazione degli argomenti è deciso dal Presidente, sentita la Conferenza dei Capigruppo, e, in seduta, dal Consiglio nei limiti delle disposizioni regolamentari. Nessuna norma di legge, di Statuto o di Regolamento attribuisce al Segretario Generale il potere di stabilire o modificare l’ordine dei lavori consiliari, né di orientare le scelte del Presidente in materia”, precisa ancora. “Il Segretario Generale svolge compiti di collaborazione e di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti, partecipa alle riunioni del Consiglio con funzioni consultive, referenti e di assistenza e ne cura la verbalizzazione. Il Regolamento consiliare conferma questo perimetro”.
Non essendoci una precisa disposizione che stabilisca una precedenza tra la trattazione della mozione di sfiducia e l’elezione del vicepresidente, la palla passa nuovamente alla capigruppo ed al presidente del Consiglio comunale, Alessandro Di Mauro. Le opposizioni, fuor di metafora, temono che una precedenza data all’elezione del vicepresidente possa diventare occasione per “tentazioni” utili a rompere il fronte compatto per votare la sfiducia. Da qui la richiesta, rinnovata, ad occuparsene dopo la discussione della mozione. Anche perchè, fa notare qualcuno, se dovesse essere approvata – e quindi decadenza di sindaco, giunta e consiglieri comunali – non vi sarebbe neanche bisogno di avere un vicepresidente dell’assise.

 

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