“No all’uso di cingolati per pulire gli arenili”: la richiesta di cinque associazioni ai sindaci siciliani
“No all’uso di cingolati per la pulizia degli arenili”. La richiesta parte da un gruppo di associazioni culturali ed ambientaliste: Italia Nostra Sicilia, LIPU Sicilia, Serapide APS, Articolo 9 e il Comitato Non Sono Indifferente, che fanno riferimento ai principi sanciti dall’articolo 9
della Costituzione, che impone alla Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli
ecosistemi.
Le associazioni fanno presente che “in numerosi Comuni siciliani le operazioni di pulizia degli arenili sono già in corso e continuano a pervenire segnalazioni circa l’impiego di ruspe, trattori, bulldozer cingolati e altri mezzi meccanici pesanti”. Le associazioni chiedono che tali interventi siano effettuati “nel pieno rispetto della normativa vigente e delle misure poste a tutela degli ecosistemi costieri.I litorali sabbiosi e i sistemi dunali costituiscono ecosistemi di elevatissimo valore ecologico, essendo caratterizzati dalla presenza di habitat prioritari, di fauna e di flora micro e macro, di interesse comunitario. Essi svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella difesa naturale della costa dai fenomeni erosivi”. La preoccupazione delle associazioni risiede nel fatto che la “pulizia meccanizzata effettuati mediante mezzi pesanti determina il compattamento della sabbia, la distruzione della vegetazione psammofila, l’alterazione della morfologia naturale delle spiagge e delle dune e la perdita di habitat di rilevante interesse naturalistico, compromettendo i già fragili equilibri ecologici degli ambienti costieri”.
Particolare preoccupazione desta la tutela delle specie protette che utilizzano gli arenili per la
riproduzione. La tartaruga marina Caretta caretta, specie inserita negli allegati della Direttiva
Habitat e protetta da convenzioni internazionali, è l’unica tartaruga marina che nidifica regolarmente in Italia, con un numero di deposizioni in costante aumento anche lungo le coste siciliane.
Analogamente, il Fratino (Charadrius alexandrinus), inserito nell’Allegato I della Direttiva Uccelli
e classificato come specie minacciata, continua a subire un forte declino proprio a causa del disturbo antropico e della distruzione degli habitat di nidificazione.
“La pulizia meccanizzata degli arenili-questo il timore dei firmatari della richiesta- può cancellare le tracce lasciate dalle femmine di Caretta caretta, compromettendo le attività di monitoraggio e l’individuazione dei nidi, oltre a provocarne direttamente la distruzione. Analoghi effetti si producono sui nidi del Fratino e sulla vegetazione dunale che costituisce elemento essenziale dell’ecosistema costiero. Si ricorda inoltre che gli interventi di scavo, sbancamento, livellamento e alterazione della morfologia naturale delle spiagge e delle dune, che sono Demanio Marittimo, possono risultare incompatibili con gli obiettivi di conservazione degli habitat naturali. Firmano il documento Nella Trachina per Italia Nostra Sicilia, Antonino Provenza per LIPU Sicilia, Daniel Carnabuci per Serapide APS, Fabio Granata per Articolo 9, Giuseppina Mammola per il Comitato Non sono Indifferente.












