Nuovo ospedale, intervista con l’assessore Razza: “Consiglio comunale faccia in fretta”

 Nuovo ospedale, intervista con l’assessore Razza: “Consiglio comunale faccia in fretta”

Quanto è vicino l’avvio dell’iter di costruzione del nuovo ospedale di Siracusa? Lo abbiamo chiesto all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, sette giorni dopo la deliberazione della giunta Musumeci che porta a 160 milioni la dotazione finanziaria per l’opera che deve nero su bianco anche la qualifica di Dea di II livello, una volta edificata. “Quella delibera è stata un passaggio fondamentale, che consentirà di adeguare il finanziamento da 140 a 160 milioni. Le procedure ed i tempi sono questi: ho già trasmesso la delibera alla sesta commissione per il parere e subito dopo verrà adottato il decreto che trasferirà l’istruttoria al nucleo investimenti del Ministero della Salute”.

Di solito quali tempistiche ha il Ministero?
“Proprio domani il nucleo libererà il primo stralcio dell’articolo 20, che è stato adottato dal nostro governo lo scorso anno. Nel caso di questa ultima delibera, a differenza di quella precedente che prevedeva numerosi interventi in tutta l’Isola, si tratta di solo 3 nuove misure e tutte di costruzione ex novo; ritengo, quindi, che si possa essere più rapidi nell’esame anche a Roma. Sono ottimista, perché – come sollecitato dai vertici di Ismett e UPMC Italia – in autunno partirà il cantiere del Ri.Med a Carini ed è obiettivo del management che guida entrambe le istituzioni procedere alla costruzione del nuovo ospedale, anch’esso nella delibera del 9 luglio, parallelamente con quella del centro di ricerca. Spero che sia a Palermo, che a Siracusa si possa mantenere il medesimo passo”.

Che cosa serve adesso per partire con le gare?
“Stiamo valutando una innovativa gestione delle procedure. In Italia, anche per la difficile gestione dei cantieri sulle “opere strategiche”, si è fatto troppo raramente ricorso al dialogo competitivo, una fattispecie prevista dal codice degli appalti proprio per le grandi opere. La prossima settimana incontrerò i direttori dell’Asp di Siracusa, del Villa Sofia-Cervello e del Civico, perché vorrei chiedere ad un esperto di gare d’appalto di aiutarci a costruire una procedura trasparente e in tempi rapidi”.

Che tipo di atteggiamento si attende del Consiglio comunale di Siracusa?
“Ho grande rispetto per le istituzioni locali. Il Consiglio comunale ha i suoi poteri in materia e mi auguro li eserciti pienamente. Mi auguro, ovviamente, che lo faccia entro poche settimane, perché Siracusa attende questo risultato da quasi trent’anni. E penso sia arrivato il momento di mettere la parola fine a questa lunga telenovela”.

Sulla scelta dell’area, la Regione può sostituirsi al Consiglio comunale? Detterete comunque dei tempi entro cui ricevere un pronunciamento definito da Siracusa?
“Esiste una procedura per le grandi opere di interesse regionale, che è stata approfondita nella seconda consulenza commissionata dall’Asp di Siracusa e che vede protagonista l’Assessorato al Territorio e Ambiente. Ma vorrei ci fosse una condivisione di obiettivi con le istituzioni locali, senza inutili forzature ma anche senza inutili polemiche o, peggio, perdite di tempo. Ne abbiamo parlato molto con il sindaco Italia, con cui il rapporto di dialogo e collaborazione istituzionale è assai proficuo. Non riesco a pensare che possa esistere una sola forza politica, in Consiglio Comunale, che non avverta – al pari del presidente Musumeci e di tutto il nostro governo – la necessità non più rinviabile di realizzare questa opera”.

Come farà il nuovo ospedale ad ottenere la qualifica di Dea di II livello? Nel bacino, Ragusa o Catania dovranno rinunciare a qualcosa?
“Nessuno dovrà rinunciare a niente e sono pronto a un confronto pubblico su questa come su altre questioni. Un confronto con gli operatori, ovviamente, e non certo con chi specula sulla salute dei cittadini. Poi mi lasci dire una cosa: su questa qualificazione ho letto le peggiori mistificazioni. Persino che si debba modificare adesso la rete, per qualificare domani il nuovo presidio come Dea di II livello. Le faccio due esempi molto concreti: a Catania il San Marco è stato inserito nella rete ospedaliera solo dopo la sua effettiva costruzione e, quindi, non appena pronto per l’apertura. Allo stesso modo si è fatto per il nuovo Ismett 2, che avrà una diversa dotazione di posti letto, ma che ovviamente verrà predisposta al momento necessario. Poi c’è un’altra cosa che mi lascia molto perplesso…”.

Cioè?
“Si continua a confondere, penso a questo punto dolosamente, il “livello” dell’ospedale con la sua classificazione nell’ambito della rete dell’emergenza. Facciamo chiarezza: l’Ospedale di Siracusa, oggi, ha già più unità complesse di quello di Caltanissetta che è l’hub di riferimento della Sicilia centrale ed è Dea di II. Perché? Molto semplice: perché la classificazione nella rete emergenziale è cosa diversa dal numero delle strutture e dal numero delle unità. Penso che la più grande urgenza per Siracusa sia il reclutamento di professionisti, i concorsi per mantenere tutte le strutture aperte e il rinnovamento delle infrastrutture, soprattutto in provincia. Su questo mi aspetto dall’Asp un lavoro enorme, esattamente come mi aspetto una maggiore organizzazione dei servizi territoriali”.

Perchè per il governo Musumeci gli ospedali di Siracusa e Palermo sono così importanti, al punto da rilanciare la posta per la loro costruzione?
“Perchè nel 2019 non è tollerabile vedere infrastrutture sanitarie di un secolo fa. Se avessi iniziato a fare politica negli anni ’90… avrei più di una ragione per chiudermi a casa e non farmi vedere in giro. Ma faccio parte di un governo che guida la Sicilia da 18 mesi, non 18 anni. Vorrei che tutti comprendessero che la gente che lascia la Sicilia per farsi curare altrove lo fa anche per ragioni di una percezione di inospitalità delle nostre strutture. E i migliori professionisti non andranno mai in ospedali non adeguati tecnologicamente e strutturalmente. A Siracusa e Palermo dal momento del mio insediamento ho potuto riscontrare le più grandi difficoltà. E questa è una responsabilità politica che il governo Musumeci avverte come la vera priorità per garantire pari diritti a tutti i cittadini della Regione”.

 

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