Otto marzo a Siracusa, mimose ed emancipazione: è una provincia a misura di donna?

 Otto marzo a Siracusa, mimose ed emancipazione: è una provincia a misura di donna?

La giornata dell’8 marzo spinge ogni anno ad interrogarsi su parità uomo-donna, carriere, diritti e tutele. La provincia di Siracusa è “aperta” alle donne? Partiamo da un primo dato che arriva dai territori, ovvero il numero dei sindaci donna. Sono 3 su 21 in provincia, una percentuale del 14% appena come rappresentanza “rosa” a capo delle amministrazioni comunali del siracusano. Mirella Garro a Cassaro, Rossella Lapira a Buscemi e Marilena Miceli a Canicattini Bagni compongono la – scarsa – pattuglia di “sindache” del nostro territorio. Rispetto a 12 mesi fà, manca all’appello Cettina Di Pietro, non riconfermata sindaco di Augusta all’ultima tornata elettorale. Curiosità: guidano tutte Comuni piccoli, con meno di 8mila abitanti.
In politica, la siracusana più nota è di certo la parlamentare (ed ex ministro) Stefania Prestigiacomo. A Roma c’è però anche Maria Marzana, di Rosolini. Per il resto, Siracusa ha eletto solo deputati e senatori uomini. Due donne rappresentano il territorio anche in Assemblea Regionale e si tratta di Rossana Cannata (Avola) e Daniela Ternullo (Melilli), quest’ultima però non eletta direttamente ma subentrata a Pippo Gennuso. Donna è la vicesegretaria del Pd siracusano, Glenda Raiti. Nella giunta comunale del capoluogo presenti due donne: Maura Fontana e Rita Gentile.
Ruoli chiave e di comando sono brillantemente occupate da donne e senza che la cosa sorprenda (giustamente) più di tanto. Prefetto di Siracusa è Giusy Scaduto, Questore è Gabriella Ioppolo, Procuratore capo è Sabrina Gambino. Nel mondo della cultura, nella prestigiosa Fondazione Inda consigliere delegato è Marina Valensise. Non sarà ancora vero e proprio “girl power”, però la provincia di Siracusa mostra evidenti segnali di emancipazione.
Purtroppo però la provincia è ancora segnata da un numero elevato di casi di violenza di genere. Retaggio di una cultura patriarcale e di “possesso” che fatica ad essere estirpata. Quanto al lavoro, la parità salariale è ancora lontana dall’essere raggiunta, come anche l’accesso alle carriere in egual misura per uomo e donna.
Quale è, da donna, la vostra esperienza con la realtà siracusana di oggi?

 

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