Piano anti-covid in Tribunale: mascherine, udienze per fascia oraria e "massima puntualità"

 Piano anti-covid in Tribunale: mascherine, udienze per fascia oraria e "massima puntualità"

Misure straordinarie per evitare la diffusione dei contagi all’interno del palazzo di giustizia di Siracusa. Dal 4 novembre entra in vigore il protocollo firmato dal presidente facente funzioni, Antonio Alì.
Per accedere al Tribunale ed ai suoi uffici “è obbligatorio l’uso delle mascherine protettive”. Quanto agli addetti alla vigilanza, “impediranno l’accesso a quanti fossero sprovvisti” del previsto dpi e “sottoporranno tutti coloro che accedono a1 controllo della temperatura corporea. Se dovesse risultare superiore a 37,5 gradi, non sarà comunque consentito l’accesso”. Non solo, non potrà accedere a Palazzo di Giustizia chi “negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al Covid19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’Oms”.
Nuove regola anche per le udienze. “Al fine di evitare assembramenti – si legge nel provvedimento – nelle aule e nelle stanze di udienza, nonché nei corridoi antistanti alle stesse, i giudici, sia civili che penali, mantengono la suddivisione dell’udienza per fasce orarie, contenenti ciascuna un adeguato e non sovrabbondante numero di processi da trattare, anche in relazione alle attività processuali da compiere (per esempio, la escussione testi, da limitare tendenzialmente a non più di due per udienza, o le discussioni degli avvocati nel1’u1tima fascia della mattina). E’ preferibile, se la materia lo consente, la fissazione delle udienze ad horas”.
Raccomandata massima puntualità e concisione (per magistrati e avvocati, ndr) “nella trattazione dei procedimenti, per consentire i1 rispetto degli orari previsti. In tal modo le parti interessate potranno attendere il loro turno senza affollare inutilmente i corridoi prima della trattazione del processo di interesse”.
Ai giudici delle sezioni penali viene ricordato che “il dibattimento può essere svolto a porte chiuse quando la pubblicità possa nuocere alla pubblica igiene”.

 

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