• Piccole e medie imprese, Cna: a Siracusa la tassazione globale è del 61,1%

    Quanto pesa il fisco sulle piccole e medie imprese e sugli artigiani siracusani? A fornire la risposta è il Centro Studi di Cna che ha monitorato 141 Comuni d’Italia.
    La tassazione globale, a Siracusa, si attesta sul 61,1% con un + 1,4% sulla media nazionale e con un lieve calo (-1,6%) rispetto allo scorso anno. In Sicilia fanno peggio Catania (tassazione globale prevista al 2019 pari al 65,4%), Agrigento (61,6%) e Messina (62,5%). Seguono gli altri con la performance migliore di Enna (57,8%).
    Il centro studi ha anche calcolato il Tax Free Day, un modo semplice ed efficace per capire fin dove arriva in dodici mesi la mano del fisco sulle piccole imprese. Il limite oltre il quale inizia il guadagno dell’impresa è il 10 agosto (media nazionale il 05 Agosto) con ben 196 giorni lavorati per pagare tributi vari e 169 per la propria famiglia.
    Alla fine la questione più importante di tutte, secondo Cna, ovvero, nel 2019 quanto resta concretamente alle imprese? Tutti i calcoli dell’Osservatorio sono stati fatti prendendo come riferimento un’impresa manifatturiera individuale con 5 dipendenti (4 operai e un impiegato), 431 mila euro di fatturato e 50 mila euro di reddito d’impresa, con a disposizione un laboratorio (350 mq di superficie), un negozio per la vendita (175 mq) e attrezzature. A conti fatti il risultato è un reddito disponibile previsto di 19.442 euro, in leggerissimo aumento rispetto al 2018 quando era pari a 18.661 euro.
    “Il territorio – commenta Innocenzo Russo, presidente provinciale di CNA Siracusa – sconta una tassazione ancora estremamente elevata e con un basso reddito d’impresa. Non riusciamo a sopportare alcune imposte, come l’Imu che nonostante la sua maggiore deducibilità acquisita nell’ultima legge di bilancio rappresenta un freno fortissimo allo sviluppo ed alla crescita della manifattura, ed un territorio senza manifattura ha poche chance di rilanciarsi efficacemente”.
    Il vice segretario Gianpaolo Miceli sottolinea “la necessità di riformare il fisco una volta per tutte: ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, rivedere l’Irpef su autonomi e imprese personali, anticipare dal 2019 la piena deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali avviandone l’eliminazione, aumentare la franchigia Irap almeno a 30mila euro, rivedere i criteri per i valori catastali, agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali, evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso l’uso intelligente della fatturazione elettronica. Un mix di proposte necessarie ed inderogabili per dare forza alle micro e piccole imprese”.

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