Porto di Siracusa, l’associazione Lepik chiede l’aggiornamento del Documento di Pianificazione Strategica
L’aggiornamento urgente del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale. L’associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”, presieduta dall’avvocato Giovanni Randazzo, ha inviato una lettera aperta all’Autorità di sistema portuale del Mare Sicilia Orientale, chiedendo l’aggiornamento urgente del DPSS. La missiva, resa pubblica per coinvolgere anche la cittadinanza, ribadisce richieste già formulate in precedenti comunicazioni del 13 giugno 2025 e del 3 settembre 2025, oltre che in una scheda informale consegnata nel luglio 2024.
Al centro della contestazione vi è l’inadeguatezza dell’attuale DPSS, adottato il 10 dicembre 2020 e approvato con decreto ministeriale n. 53 dell’11 marzo 2022, quando il porto di Siracusa non era ancora stato inserito nell’AdSP, che all’epoca comprendeva esclusivamente i porti di Augusta e Catania. L’inclusione dello scalo siracusano — con le rade del Porto Grande e di Santa Panagia — è avvenuta con la legge 28 del 15 marzo 2024, mentre le aree demaniali marittime correlative sono state trasferite dalla Regione Sicilia all’AdSP nel novembre 2024.
L’associazione riferisce di aver sollevato la questione anche nell’ultimo incontro con il presidente dell’AdSP, l’ingegner Di Sarcina, avvenuto il 3 dicembre 2025, ottenendo «generiche conferme sul fatto che il Documento era in corso di redazione e che l’atto era di prossima adozione previo coinvolgimento delle Istituzioni interessate». Dopodiché, scrive l’associazione, «nessuna altra notizia». Un’ulteriore conferma dell’avanzamento del percorso — definita «laconica» dalla stessa associazione — è giunta dal Piano operativo triennale 2026-2028 pubblicato sul sito dell’AdSP, dove a pagina 38 si segnala che «è stato avviato l’iter di aggiornamento del DPSS a cura della Segreteria Tecnica operativa dell’Ente» e che «dopo l’approvazione del documento di aggiornamento del DPSS, si procederà anche alla redazione dei nuovi Piani Regolatori Portuali del Porto di Siracusa e del Porto di Pozzallo».
L’associazione denuncia che il ritardo penalizza lo sviluppo del porto e dei lavoratori che vi operano, e che in sua assenza ogni intervento sullo scalo viene disposto «in maniera estemporanea», senza una cornice pianificatoria d’insieme. A conferma del divario rispetto ad Augusta e Catania, la lettera evidenzia che il Piano operativo triennale 2026-2028 destina ai due porti già inseriti nel vecchio DPSS risorse per centinaia di milioni di euro, mentre per il Porto Grande di Siracusa sono previsti soltanto interventi di manutenzione delle banchine e la fase progettuale di una nuova stazione marittima, senza indicazione degli importi (il comunicato cita la cifra di circa 37 milioni di euro come desunta da convegni pubblici, non da atti ufficiali). Per il porto di Santa Panagia, si sottolinea, «nulla è previsto nel Piano, neppure a titolo manutentivo».
Oltre all’aggiornamento del DPSS, l’associazione insiste sulla richiesta di istituire presso il porto di Siracusa un ufficio amministrativo decentrato dell’AdSP, facoltà prevista dall’articolo 6-bis, comma 2 della legge 84/1994 per i comuni capoluogo di provincia. Secondo quanto riferisce la stessa associazione, un analogo ufficio sarebbe già stato istituito per il porto di Pozzallo. La lettera fissa un termine di trenta giorni per la risposta, ai sensi dell’articolo 2 della legge 241/1990.













