• “Positiva sintomatica,il farmacista si è rifiutato di farmi il tampone”: falle del sistema

    Una contraddizione, in realtà l’ennesima, di un sistema di tracciamento che di falle ne ha ancora parecchie, in alcuni casi ai limiti del paradosso.
    La segnalazione di un lettore di SiracusaOggi.it  mette in evidenza una lacuna che determina, se non colmata, un rischio evidente.
    “Mia figlia- racconta- minorenne, è risultata positiva ad un tampone che ha acquistato in farmacia ed ha eseguito in casa. Avvertiva lievi sintomi influenzali e la madre è positiva. Una volta ottenuto l’esito del tampone- prosegue il padre della ragazza- ci siamo rivolti al medico di famiglia, che ci ha detto di raggiungere una farmacia per effettuare il tampone attraverso l’operatore, in modo da far risultare legalmente la positività”.
    La giovane ha prenotato il suo tampone e , una volta in farmacia, ha spiegato le ragioni per cui l’aveva richiesto, riferendo anche dei lievi sintomi che accusava.
    “Il farmacista ed il medico che si trovava nella stanza con lui-racconta ancora il papà della giovane- si sono categoricamente rifiutati di effettuare il tampone, parlando di normative, non chiare. Ho detto loro che stavano effettuando a mio avviso un’interruzione di pubblico servizio e come risposta, mi hanno semplicemente restituito i soldi del tampone. Le farmacie, dunque, si limitano al business, senza assumersi alcuna responsabilità?”.
    Se è comprensibile il disappunto del cittadino,che si sente abbandonato a se stesso, pare che alla base di questa situazione, che può dunque riproporsi tale e quale in altre circostanze e con altre persone, ci sia proprio un vulnus (normativo?).
    Il presidente di Federfarma Siracusa, Salvo Caruso riconosce il problema. “Non ritengo che il collega abbia agito in maniera scorretta. Il problema è un altro – spiega- ed è che non esiste un luogo idoneo per effettuare questo tipo di accertamento. La farmacia dovrebbe servire per accertare le situazioni dubbie, il cosiddetto contact tracing, per asintomatici. Stiamo parlando di luoghi chiusi in cui non puoi garantire, in presenza di positivi accertati e magari sintomatici,la sicurezza degli altri avventori e degli operatori. Occorrerebbe utilizzare per questi casi i drive- in , che sono all’aperto, con operatori completamente bardati e con tutto ciò che serve in situazioni di questo tipo. Noi- prosegue il presidente di Federfarma Siracusa- dovremmo poter smaltire altri tipi di code, come quelle di chi, ormai negativo, deve confermare tale esito per poter interrompere la propria quarantena. Quella di cui il cittadino che ha lamentato questo problema parla è una falla, che in effetti va colmata alla svelta”.
    Un protocollo, insomma, per certi versi sbagliato o, comunque, incompleto, che rischia di agevolare i contagi, anziché limitarli, secondo il rappresentante dei farmacisti.
    E’ anche vero che ad indicare la soluzione farmacia, tornando al caso specifico, è stato il medico di famiglia. Un sistema, insomma, che in questi aspetti sarebbe forse da rivedere.

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