• Prevenzione incendi, c’è l’ordinanza “pulisci-terreni”: da sempre la meno osservata

    Come ogni anno, arriva puntuale l’ordinanza che dispone le misure per prevenire gli incendi. Una su tutte: la pulizia dei fondi incolti o abbandonati, “con conseguente grave pregiudizio per l’incolumità delle persone e dei beni”.
    Dal 15 giugno e fino al 30 settembre è fatto divieto di accendere fuochi in prossimità di boschi, terreni agrari e/o cespugliati, lungo le strade Comunali, Provinciali, Regionali e Statali e lungo le sedi autostradali e ferroviarie ricadenti sul territorio comunale. Il divieto, tecnicamente, è esteso anche al “fumare, gettare fiammiferi, sigari e sigarette e/o compiere ogni altra operazione che possa generare fiamma libera, con conseguente pericolo di innesco” ed anche all’esercizio dell’attività pirotecnica senza autorizzazione. Vietato anche
    parcheggiare su aree in presenza di erba secca.
    Sin qui i divieti. Ma il documento di protezione civile ordina anche ai proprietari e gestori dei fondi rustici, di aree agricole non coltivate, di aree verdi urbane incolte, ai proprietari di villette e agli amministratori di stabili con annesse aree a verde di “provvedere ad effettuare le necessarie opere di difesa passiva di prevenzione antincendio consistenti negli interventi di pulizia, a propria cura e spese dei terreni invasi da vegetazione, mediante rimozione di ogni elemento o condizione che possa rappresentare pericolo per l’incolumità e l’igiene pubblica, in particolar modo provvedendo alla estirpazione di sterpaglie e cespugli”. Insomma, sana attività di diserbo in particolare nei pressi dei cigli delle strade, per una fascia di almeno 10 metri dalla banchina che deve essere sgombra da covoni, cereali, erbe, ramaglie, foglie secche o altre materie combustibili. Tutto quanto potrebbe essere veicolo di incendio dovrebbe sparire dalla sede stradale e dalle sue vicinanze.
    Previste multe da 51 a 258 euro per ogni ettaro o frazione di ettaro incendiato. Nel caso di mancato diserbo di aree incolte interessanti fronti stradali di pubblico transito sarà elevata una sanzione di 169 euro. Nel caso di procurato incendio a seguito della esecuzione di azioni e attività determinanti anche solo potenzialmente l’innesco delle fiamme, sarà applicata una sanzione amministrativa da 1.032 euro fino a 10.329. Gli inadempienti rischiano anche una denuncia penale.
    Stanti le difficoltà nel far applicare una norma che richiederebbe di fatto un esercito per il controllo effettivo del territorio, rimane da anni la “pecca” del mancato esempio comunale con vaste aree pubbliche lasciate incolte ed una attività di diserbo strade a rilento di suo durante l’anno.

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