• Primo Maggio nel segno della ripresa, i sindacati: “insieme per un piano di rilancio”

    Il primo maggio, festa del lavoratori, diventa quest’anno per i sindacati l’occasioni per rilanciare sul tema della ripresa. Ecco perchè Cgil, Cisl e Uil chiedono alle istituzioni, alle associazioni datoriali ed alle imprese di sottoscrivere il Piano per la ripresa di Siracusa. Uno strumento attraverso il quale individuare aree specifiche di intervento su cui progettare e programmare con l’ausilio della Regione Siciliana.
    “La persistente crisi economica – dichiarano i segretari Roberto Alosi (Cgil), Vera Carasi (Cisl) e Luisella Lionti (Uil) – ha affondato con violenza le proprie spire sull’intera provincia. Il settore energetico, quello turistico, quello dei servizi, dell’agricoltura, del terziario in generale, hanno dovuto subire danni notevoli in termini di occupazione e di presenza sul mercato del lavoro a causa della chiusura di molte aziende. Alla luce di quanto sta accadendo, – continuano – riteniamo fondamentale ricompattare il mondo del lavoro ripristinando un giusto contesto di azione unitaria per esigere i diritti necessari all’occupazione, alla salute e alla sicurezza. Azioni necessarie in un mondo del lavoro che, nella fase di ripresa, sarà ancor più diverso a quello pre-Covid”.
    I tre sindacati, insieme alle sigle del settore industria, hanno contribuito alla costruzione di un protocollo d’intesa regionale. “Il Programma di Sviluppo della Regione Sicilia – dicono ancora i tre segretari – conferma la centralità del sito di Siracusa all’interno del sistema industriale siciliano, dando l’opportunità di promuovere una crescita sostenibile attraverso lo sviluppo di un nuovo modello che guardi alla transizione energetica, digitale ed ecologica e promuova un’economia circolare in grado di attrarre nuovi investimenti e utilizzare quanto ancora esistente nel piano nazionale Industria 4.0 vecchio di qualche anno. In questo senso, occorre garantire la tenuta dei livelli occupazionali puntando con decisione alla stesura di un Accordo d’Area che contenga un Protocollo di Legalità che regolamenti il sistema degli appalti realizzando, in un contesto di responsabilità e sostenibilità sociale, piani che si facciano carico dell’impatto occupazionale salvaguardando la qualità, la competenza e la professionalità delle maestranze locali quale valore aggiunto, contrastando fenomeni di dumping contrattuale e promuovendo l’applicazione dei CCNL leader di riferimento”.
    La sfida rappresentata dalla transizione energetica globale, per il sindacato siracusano, impone una unitaria azione “per costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile in un settore strategico per l’economia e l’occupazione del nostro territorio e per l’intera economia siciliana”. Riconversione e riqualificazione industriale i temi ricorrenti e su cui agganciare investimenti capaci di rimettere in moto anche il porto di Augusta e il polo metalmeccanico integrato di Punta Cugno e Marina di Melilli.
    “Il Piano per la ripresa di Siracusa deve rappresentare lo strumento unico per concentrare tutte le opportunità che i settori produttivi offrono. Legare tra di loro, attraverso l’infrastrutturazione del territorio e l’ammodernamento della Pubblica amministrazione, industria, turismo, agricoltura, può consentire a questa provincia una ripartenza adeguata accedendo ai fondi previsti e che rappresentano una occasione storica e, probabilmente, unica”, ricordano i sindacati con riferimento al Recovery.
    Ma non guardando solo all’industria. Turismo ed agroalimentare sono due altro settori su cui – secondo i sindacati – bisogna spingere ed incentrare la nuova crescita economica.

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