• Protesta dei ristoratori a Palazzolo Acreide, arriva Musumeci e promette di intervenire

    Il presidente della Regione ha raggiunto questa mattina Palazzolo Acreide. Nella cittadina siracusana ha voluto incontrare i ristoratori che da giorni hanno pacificamente occupato l’aula consiliare, reclamando attenzione per una categoria che si sente fortemente penalizzata dalle misure anticovid.
    I ristoratori palazzolesi avevano inviato alla presidenza della Regione un documento con le loro richieste: contributi per gli affitti, taglio alla contribuzione ed alle cartelle esattoriali, sostegno per le famiglie incluse quelle dei loro collaboratori. Una piattaforma che – ha assicurato Musumeci – la Regione analizzerà e porterà all’attenzione del governo centrale. Non solo, venerdì la giunta regionale inizierà l’anali della riprogrammazione dei fondi europei, con l’intento di destinarne una parte ad una iniziativa di ristori per il settore siciliano. E poi ha anche assunto l’impegno di mettere a punto condizioni migliori per il lavoro del settore della ristorazione, non appena sarà possibile una ripartenza in sicurezza. “Riunirò la giunta regionale per adottare una delibera che trasmetta a Roma le vostre richieste affinché, ad esempio, i ristori erogati dal governo nazionale possano essere calcolati non in base al fatturato del mese di aprile ma sulla media di un intero anno. Appena possibile, alla ripresa delle attività, ci faremo carico di una campagna pubblicitaria che rilanci il brand Sicilia e la ristorazione locale. Sono al vostro fianco – ha concluso il presidente – e il vostro sindaco è il mio interlocutore”.
    Quanto alla sospensione delle scadenze e dei contributi “è materia nazionale. Noi, come Regione, siamo con le mani legate. Roma ha adottato alcuni provvedimenti per prorogare le scadenze senza alcuna obbligazione. Però è giusto fare di più e meglio”, ha detto poi Musumeci nell’aula consiliare di Palazzolo. Ma non è da escludere un ragionamento con Riscossione Sicilia per valutare sospensioni e proroghe per quanto di competenza in Sicilia.
    Quanto alla richiesta di sostegno economico per le attività della ristorazione, difficile che Palermo possa metter mano al portafoglio. “Per mettere in campo soldi, devo togliere risorse dalla destinazione vincolante che ha dato il governo precedente, con la sua programmazione pluriennale. E poi destinarli al sostegno delle categorie economiche. E’ un lavoro difficile: quando hai vincolato una risorsa per un obiettivo, hai costituito un vincolo giuridicamente rilevante. Non puoi convertirlo. Discorso diverso per lo Stato che riceve dall’Unione Europea miliardi di euro e li può destinare direttamente al sostegno delle imprese colpite dal covid. Noi – continua Musumeci – abbiamo messo da parte centinaia di milioni. Alcune risorse le abbiamo già distribuite. Altre per colpa della burocrazia stentano ad arrivare. A marzo ho stanziato 100milioni per le famiglie ma ne sono stati utilizzati solo 30, perchè i sindaci non li hanno richiesti. Serve rendiconto e non l’hanno ancora presentato…”. Ma da venerdì, come detto, si torna a ragionare di riprogrammazione dei fondi europei e più di una fonte lascia intendere che ci sarà spazio per le rivendicazioni dei ristoratori di Palazzolo che guidano oggi la protesta del settore regionale. E poi c’è quella promessa: “maggiori ristori da Roma”.

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