• Punto ristoro al Maniace, la Soprintendenza: “via gli abusi”. Le reazioni

    Dopo la relazione degli ispettori regionali, arriva il provvedimento della Soprintendenza di Siracusa. Calogero Rizzuto, subentrato alla Panvini, ha inviato una nota alla società appaltante, al Comune, alla Procura ed alla Regione. E’ relativa all’esecuzione dei lavori per la realizzazione del punto ristoro di Piazza d’Armi, al centro di mille polemiche, e ordina “la reintegrazione delle opere abusivamente eseguite previa presentazione di un progetto da sottoporre all’approvazione dello scrivente entro il termine di 60 giorni dalla ricezione del presente provvedimento”. La risposta del privato che si è aggiudicato il bando ed ha curato i lavori per la riapertura di piazza d’Armi sarà, con ogni probabilità, affidata ad un ricorso.
    “L’intervento della Soprintendenza per sanzionare le irregolarità del progetto del Maniace e imporre la rimozione delle opere abusive, segna una prima vittoria per chi ha chiesto rispetto per il nostro patrimonio storico e artistico”, commenta la parlamentare siracusana Stefania Prestigiacomo. “Da due mesi sosteniamo che quella specie di astronave metallica che ingombra il piazzale è abusiva, oltre che esteticamente insostenibile. Da due mesi chiediamo al Comune in primo luogo di agire per far cessare un abuso, una situazione di illegalità, un oltraggio a Ortigia. Il Comune fino ad oggi è stato sordo, per fortuna dalla Soprintendenza è giunto l’auspicato ravvedimento operoso. Confidiamo sia il primo passo verso una rimozione totale e definitiva del manufatto e verso il ripristino della legalità e della bellezza nella piazza”.
    Sempre dalle fila del centrodestra, ancora più duri sono Enzo Vinciullo e Salvo Castagnino. “Il sindaco Italia si deve dimettere. All’Urban Center, supportato da tecnici, aveva sostenuto che tutto fosse in regola e che i lavori fossero stati realizzati nel rispetto del progetto approvato dalla Sovrintendenza e dal Genio Civile. La Sovrintendenza di Siracusa, anche a seguito dei risultati dell’ispezione dell’Assessorato regionale, è intervenuta sostenendo esattamente il contrario di ciò che era stato detto in quella conferenza stampa, riconoscendo la validità delle nostre dichiarazioni e ordinando la reintegrazione delle opere abusivamente eseguite. Il sindaco di Siracusa e la sua giunta non possono assumere posizioni così decise e determinate se non sono certi di ciò che dicono e di cui parlano. Un errore grossolano e insopportabile da accettare. L’amministrazione comunale di Siracusa non solo non è intervenuta per fermare gli abusi ma, addirittura, li ha difesi”.

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