• Resta in carcere Giuseppe Lanteri, verso incidente probatorio e perizia psichiatrica

    Si è sciolto quasi subito in lacrime. Un pianto a dirotto costante per tutto l’interrogatorio di garanzia a cui Giuseppe Lanteri è stato sottoposto questa mattina, in tribunale a Siracusa. Assistito dal suo legale, Nino Campisi, ha ripetuto al gip di non ricordare pienamente cosa è accaduto la mattina dell’omicidio di Loredana Lopiano.
    Ha ascoltato il capo di imputazione – omicidio aggravato – ed ha accettato di rispondere a tutte le domande. Ha fornito qualche altro dettaglio, come un incontro di pochi secondi con la figlia della sfortunata infermiera durante le convulse fasi seguite all’accoltellamento. “Ho provato ad avvicinarmi, lei è scappata nella sua camera col il telefono all’orecchio. Le ho detto di non chiamare nessuno e poi sono andato via”, ha raccontato tra i singhiozzi. Alle domande su di una eventuale colluttazione con Loredana Lopiano, magari in seguito ad una qualche frase pronunciata dalla donna, non ha saputo rispondere. “Non ricordo, non ricordo nulla…”.
    Il medico legale Corrado Cro si occuperà per conto della Procura dell’autopsia sul corpo della Lopiano e di una perizia fisica anche su Giuseppe Lanteri, alla ricerca di segni di un eventuale colluttazione. Per il momento resta in carcere, guardato a vista e seguito dagli educatori della struttura. Il suo avvocato ha anticipato la volontà di richiedere un incidente probatorio anche per far sottoporre prima possibile il suo assistito ad una attenta perizia psichiatrica.
    Giuseppe Lanteri, 19 anni, avrebbe alle spalle una diagnosi di epilessia. Lo proverebbero diversi certificati medici dell’Asp di Trapani, presso la quale era in cura nel 2017. Un certificato medico, in particolare, parlerebbe di vuoti di memoria e senso di smarrimento prima e dopo gli attacchi. “Mi sentivo nervoso, agitato quella mattina. Sono andato in quella casa e poi non ricordo molto altro, un vuoto totale…”, ha ripetuto al gip tra le lacrime mentre gli veniva chiesto conto anche di quel coltello che aveva con sè e della lama rimasta conficcata nella nuca della 47enne infermiera. Lanteri assumerebbe tutt’ora dei farmaci e alcuni li aveva con sè al momento del fermo, sulla scogliera di Avola.

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