• Rete idrica efficiente? Godoy (Dam): “collaborazione pubblico-privato per piano investimenti”

    La rete idrica di Siracusa ha un’età media di circa 50 anni. Tubazioni così vecchie sono maggiormente soggette a deterioramento, rotture e guasti. Nel solo 2021, secondo i dati forniti da Siam, sono stati 1.532 gli interventi eseguiti: in media 5 al giorno. “Mi ha sorpreso vedere come lavora Siam, con riparazioni immediate poche ore dopo la segnalazione del guasto. Un intervallo di tempo rottura-intervento che mi ha favorevolmente sorpreso”, ha detto Juan Godoy, presidente della spagnola Dam, società socio unico di Siam. “Rimane però il problema: una rete vecchia è complessa da gestire e comporta elevati costi per manutenzione ed efficienza, pensiamo anche solo al continuo lavoro delle pompe”, ha aggiunto subito dopo, toccando uno dei principali motivi della sua venuta a Siracusa, insieme a Juan Ignacio Garcia (dg Dam) e Martin Estrella (direttore amministrativo Dam).
    “Bisogna rinnovare la rete idrica. E per questo stiamo cercando finanziamenti europei. Non è un lavoro semplice però siamo pronti a collaborare con il Comune di Siracusa. Al sindaco ho ribadito che siamo lieti di lavorare qui “, le parole del presidente di Dam che valgono come indicazione sul senso della spedizione spagnola in riva allo Jonio.
    Palazzo Vermexio è a caccia di finanziamenti per due progetti. Uno è quello per la realizzazione di un nuovo campo pozzi che, tra gli altri, dovrebbe permettere di superare il problema della salinità dell’acqua. Dal canto suo, Siam ha presentato ben nove progetti, per un totale di circa 48 milioni di euro di investimenti. Entro la fine dell’anno, atteso il responso del Ministero delle Infrastrutture.
    Il tempo non è una variabile indifferente. A dicembre dello scorso anno, Siam ha firmato il nuovo contratto servizio con il Comune di Siracusa: durata di un anno, prorogabile a tre. Nel frattempo, l’Ati provinciale si è espressa a favore di un’unica società a matrice pubblica per gestire il servizio idrico integrato nel territorio siracusano. Un percorso per ora di là dal venire e che però rende complesso, per un gestore privato, immaginare un piano di investimenti senza la certezza di poterlo ammortizzare negli anni.
    “Siam ha partecipato alla prima gara per la gestione del servizio idrico a Siracusa nel 2014. L’affidamento aveva durata di un solo anno. Sette anni dopo siamo ancora qua ma si è sempre andato avanti con incertezza sui tempi di gestione: ordinanze e affidamenti brevi”, ha ricordato Giuseppe Marotta. “Non abbiamo ancora fatto grandi investimenti proprio perché è mancata la prospettiva nel medio-lungo termine. Se nel 2014 ci avessero detto che saremmo rimasti almeno fino al 2022, ad esempio, avremmo già ammortizzato il costo dei primi grandi interventi strutturali. Considerate che per Siam le riparazioni sono e restano un costo”, ha spiegato.
    “Ma è il nostro lavoro e siamo disponibili a collaborare con l’amministrazione comunale”, ricorda il numero uno di Dam, Godoy. Le idee non mancano: un sistema di riutilizzo delle acque depurate a fini agricoli; l’impiego dei fanghi in impianti di compostaggio per produrre biogas (come Dam già fa in Spagna, ndr); il ricorso al fotovoltaico per ammortizzare gli elevatissimi costi energetici, connessi alla gestione della rete idrica di Siracusa. Tutte ipotesi di cui Godoy ed i vertici di Dam hanno già discusso con il Comune di Siracusa, gettando le basi per un’azione a medio-lungo termine che avrebbe effetto – al ribasso – anche sulle bollette.
    D’altronde una rete moderna ed efficiente “costa” meno: dispersione sotto soglia, costi energetici contenuti, nuove risorse da quello che era considerato scarto. La formula giusta per arrivarci? Godoy non ha dubbi: “collaborazione tra pubblico e privato”.

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