• Rientrate nelle loro case le 5 famiglie evacuate, assistenza fornita dall’assessore Imbrò

    Questa mattina presto hanno fatto rientro nelle loro abitazioni le 5 famiglie evacuate da via Calabria, dopo il crollo del muro dell’ex convento. L’onda d’acqua che ha causato quel cedimento, ha investito le loro case, allagandole. Pompe idrovore della Protezione Civile a lavoro per ore. I 5 nuclei familiari hanno trovato ospitalità da amici e parenti.
    Con stracci e secchi hanno iniziato a ripulire le loro case, invase da un piccolo tsunami. Tutto è in disordine, le cose ammassate nelle stanze, posate sui ripiani in alto, protette con buste di plastica. Le procedure per i rimborsi non saranno purtroppo brevi. C’è chi ha perso anche l’auto, sepolta sotto i detriti del muro.
    Questa mattina ad aiutarli ed a portare parole di conforto c’era l’assessore alla Protezione Civile, Sergio Imbrò. Terminata una riunione operativa nella sede di via Elorina, per prepararsi alla prossima ondata di maltempo, si è poi recato nuovamente in via Calabria per assistere e rassicurare le famiglie colpite.
    Già ieri pomeriggio era stato il primo ad arrivare sul luogo del crollo, insieme ai mezzi ed ai volontari di Protezione comunale. Ha fatto quello che ogni amministratore avrebbe dovuto fare: andare, incurante delle critiche. C’è stata tensione, sono volati anche insulti, nei minuti dell’emergenza. Ma con comprensione e disponibilità, alla fine, hanno finito per fidarsi reciprocamente: l’assessore da una, i residente dall’altra. E poi insieme, a tentare di rendersi utili, sistemare, pulire, organizzare, assicurare, rasserenare.
    Nel rimproverato silenzio dell’amministrazione comunale – a cui viene contestata l’assenza di informazioni, notizie e parole durante e dopo il nubifragio – spicca senza dubbio il responsabile senso del dovere dell’assessore Imbrò. E non è neanche la prima volta. Durante la durissima stagione degli incendi era sempre in prima linea con i soccorritori. E così all’avvio della campagna vaccinale a Siracusa, con l’hub preso d’assalto e le code all’esterno. Solo per citare alcuni recenti esempi. Insomma, nel momento dell’emergenza l’amministrazione ha avuto il volto umano di Sergio Imbrò.
    Per una strana abitudine della politica, che spesso non premia il merito, potrebbe rimanere assessore ancora per qualche settimana e poi cedere il posto per logiche di rimpasto e riequilibrio. E ancora una volta, così, la politica siracusana mostra quanto sa essere lontana dai siracusani.

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