Rizza,i genitori dei ragazzi speciali: “Stravolte scelte basate sulle esigenze dei nostri figli”
Una lettera aperta, per spiegare il punto di vista delle famiglie dei ragazzi speciali che frequentano l’istituto Rizza, destinato a traslocare dalla sede storica di viale Diaz per spostarsi all’Insolera di via Modica. La scrivono i genitori, per fornire un punto di vista che non ritengono sia stato adeguatamente tenuto in considerazione. “L’eventuale trasferimento dell’Istituto “Rizza-Insolera” da viale Diaz a un’altra sede non è un semplice problema logistico-chiariscono i genitori dei ragazzi con disabilità- Molte delle nostre famiglie, pur risiedendo vicino alla sede di via
Modica, hanno valutato attentamente ogni opzione e hanno scelto volutamente viale Diaz, proprio
perché l’edificio, l’ambiente, gli spazi e il clima familiare sono risultati più idonei alle esigenze dei
nostri figli. La posizione strategica della sede, vicino al capolinea dei pullman- aggiungono- ha permesso ai nostri figli, studenti con bisogni educativi speciali, di sviluppare non solo sicurezza e autonomia all’interno dell’Istituto, ma anche negli spazi esterni, essendo questi ubicati in luoghi protetti e circoscritti che hanno dato ai ragazzi e alle famiglie la tranquillità necessaria per affrontare le nuove sfide con la certezza di una protezione adeguata”.
La lettera descrive, poi, un percorso compiuto. “La scelta delle famiglie di iscrivere i propri figli è stata seguita da mesi di presenza, di noi genitori, in Istituto per facilitare l’inserimento negli spazi della nuova comunità scolastica-scrivono le famiglie – Ci chiediamo, quindi, come la politica e le autorità competenti possano, non solo ascoltare, ma anche avallare e portare avanti, con caparbietà, richieste di una comunità scolastica che ha superato, consapevolmente, il numero legale di iscritti e che pretende una sede unica sfidando alunni, famiglie ed ancora più le famiglie con ragazzi speciali che sono costretti ad elemosinare un diritto acquisito al momento dell’iscrizione”.
Infine una domanda, che non è solo tale. “Ci chiediamo-concludono i genitori dei ragazzi speciali- quale politico, con atto monocratico, pur avendone l’autorità, può sovvertire le scelte ponderate dei genitori, che per i propri figli hanno scelto luoghi specifici a supporto di ciò che ritengono valido e fondamentale per la loro crescita umana, culturale e professionale e sconvolgere così, ciò che si è costruito, con tanta fatica, giorno dopo giorno”












