• “Salva sindaci”, prove di modifica della legge e caso Siracusa: appello di 17 ex consiglieri

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    Diciassette ex consiglieri comunali di Siracusa hanno inviato una lettera aperta al presidente dell’ARS ed ai deputati regionali. Lamentano “la grave violazione delle regole minime di democrazia che esiste in Sicilia dal 2017 nei rapporti tra sindaci e Consigli comunali”. Il riferimento è alla legge regionale che dispone la decadenza di un Consiglio comunale che boccia il bilancio, ma non quella di sindaco e giunta. Una norma definita già nel 2017 “salva-sindaci” e che ha conosciuto il suo caso massimo proprio a Siracusa.
    In questi giorni, si discute a Palermo di come modificare la legge. Emendamenti presentati anche al progetto del governo regionale che, sul punto, è poco innovativo. Anche i deputati regionali siracusani sono molto attivi sul tema ma senza riuscire a muoversi insieme, oltre gli steccati politici.
    “Credo che i mille discorsi sulla legalità non abbiano vero valore se non si ha la capacità di riconoscere e tutelare i principi sui quali quel valore si fonda, e cioè le regole sulla formazione della volontà popolare.
    La Sicilia è l’unico territorio al mondo, tra quelli governati con regole che si rifanno anche solo nominalmente alla democrazia, nel quale possono accadere e ripetersi fatti come quelli denunciati dai Consiglieri Comunali di Siracusa”, spiega Ezechia Paolo Reale che mesi fa, per primo, ha sollevato in solitudine il caso.
    “Ora che la questione è anche approdata al parlamento regionale, grazie anche alla sensibilità di alcuni deputati, i Consiglieri Comunali di Siracusa chiedono che, essendo in gioco i principi fondamentali dello Stato di Diritto, la loro battaglia di civiltà sia sostenuta senza distinzioni di parti politiche e senza calcoli di convenienza personale e sono fermamente convinti che chi in parlamento non sarà capace di curare e proteggere oggi la dignità del voto espresso dal popolo non sarà degno di ricevere domani quegli stessi voti, oggi violati e vilipesi, che, è bene ricordarlo, non appartengono ai Consiglieri Comunali ma ai cittadini”, la sintesi della lettera aperta.
    “I Consiglieri Comunali di Siracusa non si sono fatti ricattare e hanno esercitato il loro diritto e la loro libertà respingendo la proposta di bilancio che ritenevano in coscienza illegittima e sono così divenuti, loro malgrado, esempio visibile e tangibile dell’ingiustizia di un sistema, che necessita di un’immediata riforma”, scrivono i 17. Si tratta di Ezechia Paolo Reale, Fabio Alota, Federica Barbagallo, Mauro Basile, Sergio Bonafede, Gianni Boscarino, Salvo Castagnino, Chiara Catera, Salvatore Costantino Muccio, Alessandro Di Mauro, Giuseppe Impallomeni, Curzio Lo Curzio, Michele Mangiafico, Ferdinando Messina, Tonino Trimarchi, Cetty Vinci e Franco Zappalà.

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