• Sbancamento a Costa Saracena: condannato titolare della società, rinvio a giudizio per gli altri imputati

    Condannato il titolare della ditta Costa Saracena Srl (che aveva chiesto il rito abbreviato)  per la vicenda relativa agli intervento di scavo e sbancamento effettuati a giugno del 2020 con mezzi meccanici pesanti sul promontorio di Pusta Castelluccio, ad Augusta. Gli altri imputati, tecnici, sono stati, invece, rinviati a giudizio.

    L’udienza preliminare si è svolta ieri dinanzi alla Sezione Gup del Tribunale di Siracusa.

    A darne notizia è Legambiente Sicilia, che denunciò la presunta irregolarità dei lavori di sbancamento e che adesso è parte civile nel procedimento. “Lavori- sottolinea l’associazione ambientalista- che hanno stravolto profondamente una preziosa area di interesse archeologico, nonché sottoposta a vincolo paesaggistico, per la cui tutela il Piano Paesaggistico degli Ambiti 14 e 17 ricadenti nella provincia di Siracusa prescrive tra l’altro il divieto di “effettuare movimenti di terra che trasformino i caratteri morfologici e paesistici”. A Punta Castelluccio vi è infatti-spiega Legambiente-  un sito archeologico di grande rilevanza che comprende: un insediamento neolitico, un insediamento e necropoli protostorica (X-IX a.C.); un’area di rinvenimento di ceramica greca; i resti di strutture murarie e frammenti fittili di età tardo-imperiale; un’area di rinvenimento di età bizantina.
    “Purtroppo-il commento di Legambiente-  questo primo risultato dell’azione penale non restituisce alla collettività il bene deturpato né elimina la selvaggia cementificazione della Costa Saracena perpetrata in questi decenni”s. Legambiente si augura che l’opera di vigilanza delle associazioni e dei cittadini, insieme all’azione della Magistratura, serva da monito e da deterrente verso simili crimini ambientali ed ulteriori cementificazioni. Nelle scorse settimane la ditta “Costa Saracena”, sotto la vigilanza di Capitaneria di Porto e Soprintendenza, ha portato a termine l’intervento di pulitura e di bonifica dell’area. Legambiente chiede, adesso che il procedimento di apposizione del vincolo archeologico sull’area possa essere rapidamente concluso.

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