• Servizio idrico, Gradenigo respinge le accuse: “clausola sociale c’è, basta fake”

    Dopo la protesta dei lavoratori del servizio idrico e l’intervento della parlamentare Stefania Prestigiacomo, arriva la replica a brutto muso dell’assessore comunale Carlo Gradenigo. “Da una parte c’è l’attuale gestore del servizio che fa ricorso al TAR per l’annullamento della gara, giudicando il nuovo bando per l’affidamento del servizio idrico integrato di Siracusa antieconomico e poco remunerativo, dall’altra i sindacati che dichiarano lo stato di agitazione. In mezzo un parlamentare come la Prestigiacomo che getta benzina sul fuoco, agitando fake news e accusando l’amministrazione di voler agevolare il profitto d’impresa a danno dei lavoratori. Chi dice o scrive che non è stata prevista la clausola sociale o non ha letto gli atti di gara o afferma fatti non veri”, dice Gradenigo.
    “Il disciplinare e il capitolato prevedono espressamente l’obbligo, per i partecipanti alla gara, di presentare un piano dettagliato di riassorbimento del personale e di assumere prioritariamente il personale dell’impresa uscente. Un lavoro durato mesi che al netto delle onorevoli speculazioni mediatiche e delle giustificabili preoccupazioni sindacali lascia trasparire la voglia reale, da parte di questa amministrazione, di uscire dalla stagnante idea che nulla può cambiare, puntando ad aumentare e migliorare i servizi, nell’interesse di tutti i cittadini siracusani, garantendo e inserendo i termini qualità, efficienza e soprattutto lavoro” e passa a sciorinare i numeri: “1.943.000 euro all’anno (ovvero oltre 6 milioni di euro) per opere idriche e fognarie; 2 milioni di euro all’anno di manutenzione ordinaria; un progetto esecutivo per l’eliminazione dei reflui depurati dal porto grande di Siracusa; un progetto esecutivo di captazione dell’acqua potabile dalla presa di Petino/Galermi (Pantalica) per la dismissione dei pozzi insalinati e la distribuzione dell’acqua dolce; 5 nuovi sportelli di contatto con il pubblico dislocati nei quartieri; 7 nuove casette dell’acqua per ridurre la produzione di plastica e garantire alle zone più periferiche l’accesso all’acqua potabile a prezzi vantaggiosi; 9 nuove docce temporizzazione presso solarium e spiagge libere (Ortigia, Borgata, Fanusa, Arenella, Ognina, Fontane Bianche)”.
    Gradenigo torna quindi a difendere le scelte dell’amministrazione sul servizio idrico. “Stanno dentro una cornice legislativa comunitaria e nazionale che i dirigenti del Comune hanno l’obbligo di rispettare. Chi ha responsabilità legislativa dovrebbe sapere bene in quale contesto agisce l’amministrazione, ovvero quello individuato dal legislatore comunitario, nazionale e regionale. Nel bando è stata richiamata la clausola sociale prevista da una legge nazionale. Scaricare sulle amministrazioni locali le tensioni sociali, soprattutto in questo momento storico, non appare un comportamento responsabile”.

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