• Siracusa. Bar del Maniace, per il Tar è troppo alto: giù di 50 centimetri per nuova agibilità

    Il Tar chiude – per il momento – la querelle sul bar del Maniace, la struttura futuristica realizzata nella ex piazza d’Armi dopo il bando di gestione che ha portato all’aperto di un cancello per decenni sempre chiuso. I giudici della Prima Sezione hanno rigettato il ricorso che era stato presentato dalla Senza Confine srl (condannata al pagamento di 6mila euro per le spese di giudizio) che dovrà pertanto chiedere una nuova agibilità per via delle difformità della struttura realizzata rispetto al progetto originario. In particolare, sulla contestazione relativa alle altezze dell’opera, i giudici amministrativi non hanno potuto far altro che prendere atto che “sono affette da variazioni non autorizzate sugli intendimenti prospettati in fase progettuale e come tali, quindi, difformi a quanto autorizzato”. Quindi, per ottenere la nuova agibilità, l’altezza della struttura dovrà essere rivista di circa 50 centimetri, riportando le quote sulle misure riportate nel progetto. Quanto alla pedana ed all’utilizzo di cemento nell’area, per il Tar “l’averla posta in opera, potrebbe, al più, (…) comportare solamente una diversa onerosità in fase di ripristino”.
    La sentenza è stata inviata alla Procura della Repubblica di Siracusa, “per gli eventuali accertamenti ritenuti
    opportuni”.
    Nel ricorso, la società che gestisce l’area dell’ex Piazza d’Armi aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza della Soprintendenza e delle risultanze del sopralluogo svolto per accertare irregolarità. Inoltre, chiesto anche l’annullamento del verbale di accertamento di violazione urbanistica da parte del Comune di Siracusa e la seguente “revoca e archiviazione” dell’agibilità. Richieste rigettate, per il bar del Maniace servirà una nuova agibilità prima di tornare in attività.
    “Il Tar ha riconosciuto che eravamo nel giusto quando protestavamo contro la realizzazione del catafalco all’interno dell’area del Castello Maniace”, commenta Enzo Vinciullo. “Ancora una volta è stata bocciata l’amministrazione comunale di Siracusa che, con l’attuale sindaco, in piena campagna elettorale, aveva prima autorizzato e poi non controllato la realizzazione di questa imponente struttura all’interno di un’area di straordinario valore storico, culturale ed archeologico. Adesso continueremo a vigilare affinché, con la celerità del caso, si dia esecuzione alla decisione del Tar”.

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