• Siracusa. Caravaggio e polemiche, Granata: “Non accetto allusioni sulla trasparenza”

    Intorno alla vicenda del prestito del Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio alla mostra di Rovereto le polemiche non si sedano. Al contrario, il dibattito si fa, per certi versi, ancora più rovente e l’intervento di Vittorio Sgarbi, nei giorni scorsi, al Castello Maniace, anzichè riportare serenità e rassicurare ha, invece, acceso ulteriormente gli animi. Una vicenda a cui si è aggiunto un comportamento irrispettoso nei confronti della giornalista Laura Valvo, su cui anche l’Assostampa è intervenuta per stigmatizzare il tentativo di impedire, durante una conferenza stampa, alla giornalista del quotidiano “La Sicilia” di porre delle domande. Qualcuno punta adesso l’indice anche contro l’assessore alla Cultura, Fabio Granata, che questa mattina interviene ancora una volta sulla vicenda, con l’auspicio che si tratti dell’ultima. “Ritengo opportuno intervenire pubblicamente, e spero per l’ultima volta, sulla complessa vicenda Caravaggio, chiarendo in premessa che l’unica questione sulla quale non accetto lezioni ne tantomeno allusioni riguarda la rigorosa osservanza di tutti i passaggi di trasparenza e legittimità su questa come sulle complessive vicende pubbliche delle quali ho il dovere di occuparmi: la mia storia personale e i 15 anni trascorsi sotto scorta testimoniano meglio di qualsiasi parola il mio attaccamento a valori non negoziabili, valori da altri spesso solo declamati.-la premessa del componente della giunta Italia- Il Mart, il Fec (proprietario del quadro), la Regione Siciliana (titolare della tutela), la Provincia Autonoma di Trento e il Mart, prestigioso Museo pubblico che ha promosso l’evento, da molti mesi lavorano su un complesso progetto culturale sul quale l’Amministrazione della Città ha avuto solo recentemente consapevolezza. I primi, e i soli insieme alla Soprintendenza, a porre la necessità dell’intervento dell’Istituto superiore del restauro, la più alta autorità mondiale in materia, al fine di comprendere lo stato di salute del dipinto, siamo stati io e il Sindaco della Città, in perfetta unità d’intenti e sintonia.
    Abbiamo anche più volte sottolineato che, pur non avendo la proprietà e la competenza diretta sul dipinto, avremmo preteso, come garanti del Patrimonio cittadino, che il restauro si effettuasse prima dell’eventuale prestito e che si certificasse da parte della più importante istituzione al mondo in tema di Restauro, il nostro Istituto Superiore Centrale per il Restauro, la eventuale trasportabilità del quadro. Il Sindaco Francesco Italia-prosegue Granata-  come sempre, ha svolto e sta svolgendo un encomiabile ruolo di rappresentanza degli intessi diffusi della Città e anche delle preoccupazioni dei cittadini. Io, da Assessore alla Cultura dotato, mi si concederà almeno questo, di una certa esperienza, ho deciso di occuparmi della “convenienza culturale” della eventuale operazione per la Città, visto che la realizzazione del progetto non dipendeva in alcun modo dalla mia volontà e dalla
    mia competenza. In questa logica-la sua spiegazione-  ho preteso che nel periodo di eventuale assenza del quadro, che la Città avesse in cambio una prestigiosa mostra con capolavori del 900 italiano, custoditi al Mart in una collezione di valore mondiale. Inoltre abbiamo richiesto che la copia, non uguale ovviamente a nessuna di quelle già in nostro possesso come qualità e perfezione, poiché realizzata con una tecnica di assoluta avanguardia, fosse donata alla Città. Dopo un accuratissimo lavoro di alcuni giorni, l’Istituto Centrale del restauro ha certificato che il dipinto può essere trasportato e che sarebbe opportuno si sottoponesse a una sofisticata tipologia di restauro che può esser effettuata solo presso la sede dello stesso ICSR a Roma.A questo punto possiamo solo prenderne atto ma non abbiamo desistito sulle richieste precise in termini di garanzia, di scambi e opportunità per la città”. Granata garantisce di avere ottenuto dal Marti impegni precisi “sia sulla copertura dei costi del Restauro che sulla realizzazione o di una eventuale teca protettiva o di un professionale e avanzato sistema di allarme per la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, in Borgata.Da assessore alla Cultura non nascondo, qualora l’operazione(sulla quale, ripeto, non abbiamo alcun potere decisionale come Amministrazione cittadina) andrà in porto, la soddisfazione almeno per i vantaggi che potrà averne la città. Nello stesso tempo e finalmente, libereremo alla vista il preziosissimo Guinaccia, capolavoro assoluto, della Chiesa di Santa Lucia alla Badia, sacrificato da tanti anni dalla scelta incredibile e folle di lasciarlo sull’Altare nascosto sotto il Caravaggio”.Per i tre mesi della mostra, a Siracusa arriverebbe una mostra sul 900 italiano con opere di De Chirico, Savinio ed altri. Operazione a costo zero per il Comune. “Ritengo quindi che l’operazione culturale sia di grande respiro -conclude Granata- Ho grande rispetto per chi la pensa diversamente, ma sulla base della verità dei fatti e a condizione che il rispetto sia reciproco”.

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