Siracusa. Consiglio comunale, che vergogna sul nuovo ospedale: presenti solo in 9

 Siracusa. Consiglio comunale, che vergogna sul nuovo ospedale: presenti solo in 9

Nell’insolita sede dell’Urban Center (troppo caldo in aula Vittorini, ndr), il Consiglio comunale di Siracusa scivola sul nuovo ospedale. In un momento storico in cui la sua possibile costruzione è davvero sul tavolo, con una apertura della Regione mai vista prima, la stragrande maggioranza dei consiglieri comunali mostra la sua indifferenza per il tema invece centrale per la città. Si presentano solo in 9 all’appello della seduta aperta, su 32 consiglieri comunali.
Ci sono la presidente Moena Scala, il vice Michele Mangiafico, i cinquestelle Roberto Trigilio e Chiara Ficara, Carlo Gradenigo, Rita Gentile, Pamela La Mesa, Chiara Catera e Laura Spataro. Assenti tutti gli altri. Impossibilitati a partecipare Silvia Russoniello (tutore alla gamba) e Francesco Burgio (lutto in famiglia).
Salta quindi la seduta aperta che era stata convocata per un utile punto della situazione. Per evitare la malafiura totale con le istituzioni presenti (il direttore dell’Asp Ficarra, i parlamentari nazionali Scerra e Pisani, il deputato regionale Zito, il sindaco Italia e i sindaci) dopo una consultazione con il segretario generale si decide di andare avanti come “adunanza cittadina” e non quindi “seduta consiliare”. Furiosa per le assenze di massa la presidente dell’aula, Moena Scala.
Sa che l’irrigidimento del Consiglio comunale – che pure lei ha sempre difeso – rischia di allontanare il raggiungimento dell’obiettivo. L’ospedale di Siracusa è da sempre ostaggio di una battaglia politica che risulta sempre più incomprensibile ad una opinione pubblica provinciale ormai stanca di questa telenovela. La scelta dell’area non appassiona nessuno se non azzeccagarbugli e appassionati di tecnicismi. La gente normale vuole il nuovo ospedale, dove si può costruire e prima possibile. Punto.
A questo punto, è chiaro, la Regione farà da sè. Come lasciava intendere l’assessore Razza nella nostra intervista odierna, aumenta la possibilità che possa avocare a sé la procedura: sceglierà l’area bypassando il Consiglio comunale. Può farlo, come extrema ratio. Non c’è dialogo con il Consiglio comunale di Siracusa.
Quanto al dibattito odierno, Roberto Trigilio ha ritenuto non idonea la scelta della Pizzuta e, rivendicando il lavoro di studio realizzato dal gruppo del Movimento 5 Stelle, ha indicato come più idonea l’area nei pressi del futuro centro di protezione civile, che è una delle quattro previste nella perizia Pillitteri.
Michele Mangiafico, dopo avere giudicato positivo il confronto con gli altri sindaci, ha considerato le numerose assenze dei consiglieri come il sintomo di una mancanza di dialogo tra le istituzioni impegnate su questo tema. Per Mangiafico, l’area della Pizzuta fu scelta perché era coerente con l’attuale Prg, che prevede un assetto viario nuovo capace di rendere raggiungibile il futuro nosocomio in pochi minuti dai tutti i quartieri della città, soprattutto da quelli in cui risiede il maggior numero di siracusani. Il consigliere, poi, ha riconosciuto gli importanti passi in avanti compiuti dalla Regione negli ultimi mesi ma ha proposto un problema sostanziale: il consiglio comunale per rivedere la vecchia decisione ha bisogno di ricevere dall’amministrazione una proposta formale definita che ad oggi non c’è. D’accordo con Mangiafico si è detto anche Carlo Gradenigo, che ha inoltre sollevato dubbi un’altra delle aree individuate da Pillitteri: quella di Tremmilia perché ricade nel Parco archeologico della Nepolis recentemente istituito. Infine, ha concluso con un appello ai rappresentanti istituzionali affinché, in attesa del nuovo ospedale, si impegnino a mantenere in provincia adeguati livelli di assistenza sanitaria.
Pamela La Mesa ha auspicato che dalla discussione si tragga spunto per un atto di indirizzo rivolto all’amministrazione comunale, aggiungendo che sarebbe ingiusto puntare il dito solo sui consiglieri assenti perché tante altre istituzioni che hanno un ruolo in questa vicenda hanno deciso di non presentarsi sebbene invitati.
In conclusione la presidente, Moena Scala, ha definito la riunione “un importante momento di confronto su un aspetto essenziale per tutti i cittadini come il diritto alla salute, rispetto al quale la Politica non può non dare risposte”. Infine, dalla presidente un appello al senso di responsabilità di tutti i consiglieri comunali: “La città ci chiede delle risposte e noi le dobbiamo dare. Diversamente non avremo di che lagnarci se altri decideranno per noi”.
Al dibattito hanno dato il loro contributo: Franca Mandanici, della Consulta comunale femminile; il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio; il sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato; il deputato regionale Giovanni Cafeo; l’ex deputata regionale Marika Cirone Di Marco; il segretario provinciale della Cisl, Paolo Sanzaro; Vincenzo Tommasello; il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo; il senatore Pino Pisani; il deputato Filippo Scerra; il deputato regionale, Stefano Zito; il sindaco di Rosolini, Giuseppe Incatasciato; il sindaco di Priolo, Pippo Gianni; l’architetto Angelo Troia e il sindaco di Buscemi, Rossella La Pira.

 

Potrebbe interessarti