• Siracusa. Coronavirus, posti di blocco ed altri controlli: forze dell’ordine in campo

    Secondo giorno da “zona protetta” per Siracusa e la sua provincia. La maggioranza dei cittadini pare aver compreso quanto sia importante osservare le norme, fortemente limitative di consolidate abitudini e ataviche libertà. Rimangono però ancora sacche di “resistenza”, come ad esempio qualche bar affollato ben oltre gli ingressi contingentati e il poco rispetto della distanza di sicurezza interpersonale nelle file all’esterno di supermercati e farmacie. Per il resto, è forte la voglia di normalità: molte auto in circolazione e jogging in strada.
    Ecco perchè aumenta la richiesta di controlli stringenti e ad alta visibilità da parte delle forze dell’ordine. Al termine della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, sono stati distribuiti i “compiti”. Alla Guardia di Finanza, ad esempio, è stato demandato il controllo del rispetto della chiusura di sale giochi e centri scommesse. Polizia e Carabinieri si dividono il controllo su strada del territorio. Mentre alle Polizie Locali è stato affidato il controllo delle attività commerciali che, alle 18.00, devono abbassare la saracinesca (bar e ristoranti). Ammesse oltre quell’orario le consegne a domicilio, con tutte le precauzioni di contatto del caso.
    Rafforzati i controlli in prossimità di bar, farmacie e supermercati.
    Quanto ai controlli su strada, non sono previsti dal Dpcm posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi da un punto ad un altro. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.
    Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti..

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