• Siracusa. Discoteche chiuse e polemiche, la sferzata dello psicoterapeuta: “non impariamo”

    Impazza, anche a livello locale, il dibattito sul recente provvedimento governativo che ha chiuso in anticipo la stagione delle discoteche estive. Varie le posizioni, sostanzialmente riconducibili a tre scuole di pensiero: chi accusa il governo di atti libertici, chi si mostra preoccupato per lo strascico economico che la decisione avrà sul settore e l’indotto e chi, invece, condivide il provvedimento comprendendone lo spirito.
    Sui social, in particolare, prevalgono le posizioni dettate da una conoscenza sommaria e per titoli della situazione, seguendo facili slogan del momento, influenzati dalla macchina del consenso di quello o di quell’altro partito, ma senza mostrare una particolare voglia di analizzare la complessità del momento.
    Prova ad andare controcorrente il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp, lo psicoterapeuta Roberto Cafiso. Proprio sui social, piazza una lunga disamina che divide l’opinione pubblica locale. “Un disastro annunciato. Era stato detto sino alla nausea: distanziamento, mascherine se non si può, no ad assembramenti. Macché: nell’ebrezza dei guadagni tutto come prima. Le raccomandazioni? Cazzate del governo! Ora si piange e si mettono davanti i lavoratori che dovranno essere licenziati. Un bel ricatto al governo”, scrive Cafiso.
    “Lasciamo tutto com’era prima e riapriamo gli ospedali covid già chiusi! Sennò a che servono? Un’idea! Lo show deve continuare e i pastori devono far pascolare i loro greggi assetati di oblio. I vecchi? Pazienza… No. Adesso i ricoverati sono i giovani. Ora tocca a loro. Ma mezza lezione, mezza, non la impariamo mai?”, si domanda infuriano le polemiche sulla chiusura ma non sulle ragioni alla base di quella drastica e dolorosa decisione.

    foto dal web

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