• Siracusa. Oggi il Fondo Sociale ex Eternit dona 500 mila euro all'Asp. "Nel ricordo di 75 operai morti"

    Il Fondo Sociale ex Eternit consegnerà oggi pomeriggio all’Asp di Siracusa l’assegno di 500 mila euro destinati all’acquisto di attrezzature complementari per il servizio di radioterapia. La cerimonia si svolgerà nel complesso del presidio Rizza, di viale Epipoli in diretta streaming su SiracusaOggi.it.
    Una donazione “nel nome di 75 operai della fabbrica ex Eternit morti in seguito alla malattia contratta per l’esposizione diretta con la sostanza tossica (l’amianto, ndr)”, spiegano dal comitato direttivo del Fondo Sociale.
    La storia della fabbrica, degli operai morti, dei lavoratori che si sono ammalati negli anni, dei successi giudiziari è lunga e complessa. E’ legata soprattutto al coraggio degli operai e alla loro volontà di riscatto. Quando la fabbrica nel 1996 chiuse, 15 lavoratori si barricarono all’interno della fabbrica Eternit Siciliana per dieci giorni: l’obiettivo era salvaguardare il loro posto di lavoro. Una battaglia impari, che consentì tuttavia, anni dopo, di avviare una guerra giudiziaria, che almeno in parte, ha dato ragione a chi ha sacrificato la propria vita per il lavoro. “Quei 15 operai, durante la loro protesta, trovarono all’interno di un cassetto degli uffici della fabbrica, materiale cartaceo e documenti che accertavano senza alcun dubbio le cause dirette tra  l’esposizione alle fibre di amianto e la malattia professionale (asbestosi e mesotelioma). Purtroppo le carte avevano ragione e negli anni, 75 operai si sono ammalati e sono morti. Altri 150 hanno contratto la malattia. Una strage, di fronte alla quale qualcuno decise di non stare in silenzio. Gli operai, grazie al sostegno di alcuni legali, avviarono una causa penale e civile”.
    L’Eternit Siciliana faceva capo all’Eternit Italiana (con sede a Genova), la cui proprietà, a fasi alterne, prima del fallimento delle società, era stata di due Multinazionali, una belga ed una svizzera. Nel 2005 vennero condannati in primo grado i dirigenti dello stabilimento di Siracusa e i dirigenti della Eternit Italiana. Nelle varie tappe processuali gli avvocati sono riusciti a ottenere dai responsabili degli stabilimenti due transazioni: una con i dirigenti degli stabilimenti del periodo belga di 2 miliardi e 135 milioni di lire e l’altra con quelli del periodo svizzero di 1 miliardo e mezzo di lire, soldi che, unitamente ad altri acquisiti dalle casse del Fallimento della Eternit di Genova, sono già stati negli anni distribuiti ai lavoratori e alle famiglie degli operai morti. Nel 2008 la società svizzera BECON AG , pur affermando l’assenza di proprie responsabilità, mostrò disponibilità alle richieste avanzate dai lavoratori e dai loro legali. Furono così creati, con una complessiva disponibilità di otto milioni di euro, due fondi, sostenuti finanziariamente dalla BECON AG, uno dei quali destinato a sostenere direttamente i lavoratori malati e le famiglie degli operai morti ed il secondo indirizzato ad opere di carattere sociale, in parte per il sostegno diretto di tutti gli operai ex Eternit ed in parte (circa un milione di euro) per la collettività di Siracusa. Per questo è stato istituito il Fondo Sociale ex Eternit, gestito da un comitato direttivo  composto da Astolfo Di Amato ex magistrato e docente universitario, designato da Becon, nonché dagli avvocati Ezechia Paolo Reale e Silvio Aliffi, che negli anni si sono distinti nel portare avanti la tutela dei diritti dei lavoratori. “Per assicurare la massima trasparenza, i criteri di ripartizione per l’erogazione delle somme destinate ai lavoratori sono quelli adottati dal giudice delegato al fallimento di Eternit Siciliana. In questi ultimi anni il Comitato del Fondo Sociale ex Eternit ha, tra l’altro, destinato fondi per aiutare le associazioni che operano nel volontariato come Lilt, Oltre Onlus e Ciao Onlus”.
    Su proposta di Ezechia Paolo Reale, 500mila euro sono stati destinati all’acquisto di attrezzature complementari per la Radioterapia a Siracusa. La cerimonia di mercoledì ha quindi un significato denso di contenuti sociali: è dedicata agli operai morti, alle loro famiglie, al loro senso di giustizia che, anche se dopo tanti anni, è arrivato.

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