Siracusa. “Eventi estivi in ritardo, quartieri dimenticati”: l’affondo di Cavallaro (FdI)

 Siracusa. “Eventi estivi in ritardo, quartieri dimenticati”: l’affondo di Cavallaro (FdI)

«La programmazione estiva di una città come Siracusa non può essere rappresentata quasi esclusivamente dalla stagione dell’INDA e dagli eventi organizzati autonomamente dai privati». Il capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio comunale di Siracusa torna su un tema che ha affrontato anche in aula consiliare  in occasione della presentazione della relazione annuale del sindaco,Francesco Italia alcune settimane fa. Un intervento duro che mette a nudo quelli che Cavallaro indica come i limiti dell’offerta ricreativa e culturale della città. Se da un lato viene riconosciuto il valore delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco, definite come «un patrimonio straordinario che richiama pubblico da ogni parte d’Italia e del mondo», dall’altro si evidenzia come questo non basti a coprire i mesi estivi: «Un cittadino o un turista può assistere alle rappresentazioni classiche, ma poi? Non tutti amano quel genere di spettacolo, non tutti possono permettersi il costo dei biglietti e, soprattutto, chi ha assistito alle rappresentazioni ha diritto a trovare in città anche altre occasioni di svago, cultura e socialità».

La linea tracciata per il rilancio degli spazi urbani punta a una vera e propria inversione di tendenza: «Siracusa d’estate dovrebbe respirare. Vorrei vedere musica, teatro, cinema all’aperto, spettacoli per bambini, presentazioni di libri e piccoli eventi nelle piazze e nei quartieri. Non soltanto in Ortigia, ma alla Borgata, ad Akradina, alla Pizzuta, a Grottasanta, a Cassibile e nelle contrade balneari». Pur salvando l’iniziativa all’Arenella, il giudizio resta severo, poiché «al di fuori di questa esperienza, resta il vuoto di una programmazione comunale organica e diffusa sul territorio». Al centro della polemica ci sono soprattutto la gestione dei tempi e le promesse disattese dell’Amministrazione: «Il Comune aveva pubblicato già ad aprile una manifestazione di interesse, ma soltanto il 3 agosto la Giunta comunale ha approvato il cartellone Estate Aretusea 2026. Una programmazione estiva approvata ad agosto è, per definizione, una programmazione tardiva».

La critica tocca direttamente anche la responsabilità politica del primo cittadino, soprattutto nel passaggio in cui Cavallaro ricorda che “il sindaco ha scelto di mantenere personalmente la delega alla Cultura» e che «era legittimo attendersi una programmazione particolarmente attenta, tempestiva e ambiziosa». Il paragone con i comuni limitrofi come Noto, Avola, Canicattini Bagni e Palazzolo Acreide risulta impietoso: «Fa davvero tristezza pensare che, per una cosa semplice come trascorrere una serata guardando un film all’aperto, un siracusano debba cercare iniziative ad Avola o addirittura spostarsi fino a Catania». Un ulteriore elemento di rammarico riguarda il mancato coinvolgimento del tessuto sociale cittadino: «Che città è quella che non riesce a raccogliere favorevolmente gli sforzi e l’impegno dei propri cittadini e delle proprie associazioni?», si chiede l’esponente politico, concludendo con un richiamo al futuro della città: «Siracusa aspira ad essere Capitale europea della cultura nel 2033, ma la cultura e l’intrattenimento non si improvvisano ad agosto, si programmano per tempo». La richiesta mossa all’Amministrazione è quella di far respirare la città attraverso musica, teatro, cinema all’aperto, spettacoli per bambini e presentazioni di libri. Appuntamenti che non dovrebbero concentrarsi unicamente in Ortigia, ma estendersi alla Borgata, ad Akradina, alla Pizzuta, a Grottasanta, a Cassibile e nelle contrade balneari, dove al momento, fatta eccezione per alcune lodevoli iniziative all’Arenella, resta il vuoto di un piano comunale organico.

Oltre ai contenuti, il nodo centrale della contestazione riguarda la tardività della programmazione e della comunicazione. Nonostante una manifestazione di interesse pubblicata già ad aprile e le rassicurazioni fornite in aula dall’esecutivo, la Giunta ha approvato il cartellone Estate Aretusea 2026 soltanto il 3 agosto. Il confronto con i territori vicini come Noto, Avola, Canicattini Bagni e Palazzolo Acreide-secondo Cavallaro, evidenzia una netta differenza nella gestione dei tempi, lasciando ai siracusani l’amaro in bocca per doversi spostare fuori comune anche solo per un film all’aperto. A questo si sommerebbe il mancato sostegno alle associazioni locali e ai cittadini che avevano presentato proposte valide, risorse che una pubblica amministrazione dovrebbe invece valorizzare per rivitalizzare le piazze e alleggerire la pressione sul traffico verso Ortigia, fondamentale punto di partenza per una città che aspira a diventare Capitale europea della cultura nel 2033.

 

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