Siracusa. Fonte Aretusa, piace la nuova veste e l’accessibilità ritrovata: oltre 2.500 visitatori

 Siracusa. Fonte Aretusa, piace la nuova veste e l’accessibilità ritrovata: oltre 2.500 visitatori

Oltre 2.500 visitatori nelle prime due settimane di apertura al pubblico della Fonte Aretusa, riconsegnata simbolicamente alla città dai bambini siracusani e arricchita da un percorso di visita che consente di ammirarne dall’interno la bellezza, accompagnati dallevoci di Isabella Ragonese, Sergio Grasso e Stefano Starna, che raccontano al pubblico italiano il mito di Alfeo e Aretusa e la storia del monumento. Grande riscontro anche dal pubblico straniero che apprezza molto l’audioguida multilingue capace di restituire l’emozione di un “viaggio” accanto allo specchio di acqua dolce popolato dai papiri nilotici e da animali acquatici.
La Fonte ospita da millenni branchi di pesci un tempo sacri alla dea Artemide e, da tempi più recenti, una fiorente colonia di piante di papiro e alcune simpatiche anatre che le valgono il nomignolo affettuoso con cui i Siracusani di oggi talvolta la chiamano, funtàna de’ pàpere.
L’intervento di valorizzazione del sito, realizzato da Civita Sicilia come concessionario del Comune di Siracusa, oltre che la normale pulizia, riguarda anche tutto l’ambiente naturale: la messa in sicurezza, la cura dei papiri supervisionata da Corrado Basile, Presidente dell’Istituto Internazionale del papiro – Museo del Papiro e la cura degli animali che vivono nella Fonte, visitati dalla ASL prima dell’apertura al pubblico.
Questo per consentire ai visitatori di immergersi liberamente nel racconto della storia di Aretusa e Alfeo, una storia d’amore, inizialmente non corrisposto, tra una ninfa e un fiume che inizia nella lontana Grecia e trova qui il suo epilogo, simbolo del legame che esiste tra Siracusa e la madrepatria dei suoi fondatori. Le acque che scorrono nel sottosuolo di Ortigia da duemila anni ritornano in superficie nella Fonte Aretusa, dove il mito vuole che si uniscano a quelle del fiume Alfeo in un abbraccio senza tempo cantato nei secoli da poeti, musicisti e drammaturghi.

 

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