• Siracusa fuori legge nel rilevamento polveri sottili: chi garantisce la salubrità?

    Da una parte le buone intenzioni istituzionali, dall’altra le difficoltà di ogni giorno. Per parlare di qualità dell’aria a Siracusa bisogna partire da questa considerazione. Positivo è certamente il tavolo istituito in Prefettura con tema Ambiente, parlando di zona industriale. Da salutare con favore l’orientamento chiaro della nuova giunta comunale che ha debuttato con un atto di indirizzo in materia ambientale. Ma le buone intenzioni si scontrano con falle nel sistema di rilevamento urbano che non possono non lasciare perplessi.
    Parlare di qualità dell’aria a Siracusa, ad esempio, senza poter disporre di tutti i dati previsti dalle normative (che prevedono in alcuni casi campionamenti regolari di almeno 5 giorni consecutivi) è davvero difficile. Prendiamo il caso delle pericolose polveri sottili, pm 10 e pm2,5. A scorrere a ritroso i report pubblici sul sito della ex Provincia Regionale, responsabile della rete di centraline di rilevamento, sorprende la quantità di N.D. (dati non disponibili) presenti. Non è che si vogliano nascondere dati, il problema è che le centraline chiedono manutenzione costante, tarature, filtri e quant’altro. E una ex Provincia in dissesto non riesce più a provvedervi. Un anno fa si erano avviate tutte le procedure affinchè, attraverso un progetto di rete regionale, le centraline passassero sotto l’egida di Arpa, l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente. Erano stati svolti i sopralluoghi, fatto l’inventario della strumentazione, discusse le rilocazioni di alcune centraline ed altro ancora. Esistono anche i verbali di quegli incontri. Ma quasi un anno dopo tutto è rimasto lettera morta.
    E Siracusa resta fuori legge come monitoraggio di pm 10 e pm 2,5. Le interruzioni nel rilevamento molto spesso avvengono ogni 3, 4 giorni vanificando il dispositivo nazionale che mette in moto – tramite la Prefettura – tutta una serie di prescrizioni (tra cui il blocco del traffico) ma solo dopo 5 giorni di superamento delle soglie. Su tutti, vale l’esempio della centralina Teracati (zona maggiormente soggetta a traffico e polveri sottili) dove sui 5 giorni previsti per legge non si hanno dati completi. Il che significa anche che non si garantisce il funzionamento al 90% della rilevazione ed anche questo è previsto per legge.
    La verità è che a parole la qualità dell’aria interessa a tutti ma alla fine della fiera nessuno ha i soldi per garantirla. Non la ex Provincia fallita, non Arpa che anni addietro aveva anche promesso un rivoluzionario sistema di nasi elettronici mai visto, nonostante conferenza stampa di presentazione in pompa magna. Chi garantisce oggi la qualità dell’aria? Siracusa ha grossi problemi con le pericolossime pm 10 e pm 2,5? Chi certifica che tutto è a norma, senza report qualità dell’aria dal 2016?

    freccia