Siracusa, il 73° Anniversario della Lacrimazione: “Il Pianto della Madre” richiama alla pace

 Siracusa, il 73° Anniversario della Lacrimazione: “Il Pianto della Madre” richiama alla pace

Sarà “Il Pianto della Madre” il tema del 73° Anniversario della Lacrimazione della Madonna di Siracusa che si celebrerà ad agosto con le giornate dedicate alla commemorazione del prodigioso evento del 1953, ancora oggi capace di richiamare migliaia di fedeli e pellegrini da ogni parte del mondo. Il tema scelto prende ispirazione da una delle espressioni più significative pronunciate da San Giovanni Paolo II durante la dedicazione del Santuario della Madonna delle Lacrime, il 6 novembre 1994, quando il Pontefice definì le lacrime di Maria “segni” della presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo, capaci di esprimere il suo dolore per le sofferenze dell’umanità.
Nel messaggio rivolto alla comunità diocesana, l’arcivescovo di Siracusa, monsignor Francesco Lomanto, richiama proprio quelle parole, sottolineandone la straordinaria attualità. Le lacrime della Madonna, osserva, continuano a parlare alle coscienze e testimoniano la vicinanza materna di Maria davanti alle ferite del nostro tempo.
L’arcivescovo invita a guardare alle tante sofferenze che segnano il mondo contemporaneo: le guerre che continuano a devastare intere popolazioni, dall’Europa al Medio Oriente fino all’Africa, la violenza che colpisce famiglie e comunità, il dramma dei bambini privati della serenità e del futuro, ma anche la crescente solitudine, l’indifferenza e lo smarrimento che attraversano la società.
Secondo Lomanto, il pianto di Maria non rappresenta soltanto un dolore, ma diventa soprattutto un forte richiamo alla conversione personale e collettiva. È un invito a riscoprire la fraternità, il dialogo e la riconciliazione, scegliendo la pace come strada concreta per superare divisioni e conflitti. Per questo il 73° Anniversario della Lacrimazione assume un significato che va oltre la memoria del prodigio. “Non possiamo restare indifferenti”, è il messaggio dell’arcivescovo, che invita i fedeli a raccogliersi in preghiera per invocare una pace “disarmata e disarmante”, riprendendo l’espressione di Papa Leone XIV ed a diventare costruttori di bene nelle famiglie, nella società e nelle relazioni tra i popoli. Le lacrime della Madonna, conclude il messaggio, restano un appello urgente a riconoscere nell’altro un fratello e a percorrere ogni giorno la via della carità, l’unica capace di dare consolazione a un’umanità ancora profondamente ferita dalle guerre, dall’odio e dalle ingiustizie.

 

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