Siracusa. Il Consiglio Comunale cerca riscatto: riunioni al mattino e non più di sera. Giovedì la decisione

 Siracusa. Il Consiglio Comunale cerca riscatto: riunioni al mattino e non più di sera. Giovedì la decisione

Il Consiglio Comunale di Siracusa di nuovo al centro di una polemica. Perchè l’assemblea cittadina è “riusicta” a far slittare per mancanza del numero legale anche la seduta che era stata convocata in contemporanea nei 320 Comuni siciliani su iniziativa dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Si doveva dibattere sulla legge regionale di riforma giuridica ed economica dei consiglieri comunali. Ma mentre diversi icentri in provincia hanno già esitato il loro documento, a Siracusa lavori rinviati a questa sera perchè all’appello erano presenti ieri solo in 18 su 40. Colpa – secondo la giustificaizone più diffusa – di un difetto di informazione e notifica perchè il documento di Anci Sicilia sarebbe giunto negli uffici di presidenza del Consiglio solo nella giornata di venerdì e i consiglieri non avrebbero avuto così il tempo di prepararsi sul tema. Ventiquattro ore di rinvio pare cambieranno la situazione.
L’assemblea cittadina siracusana è al centro di una crisi di credibilità. Non giovano le tante sedute rinviate o saltate per mancanza del numero legale, le critiche sul sistema dei gettoni di presenza e una generale poca incisività sui temi che la cittadinanza avverte come prioritari.
Per cercare di darsi una “svegliata”, i quaranta del quarto piano di Palazzo Vermexio giovedì si daranno una nuova linea. Basta con le riunioni convocate alle 19 e spesso interrotte per mancanza di tempo o altro. Il Consiglio Comunale si riunirà di mattina, con rinvio dei lavori – se necessario – magari al pomeriggio. Tutto, quindi, in giornata.
Il presidente Leone Sullo ha convocato i capigruppo per le 11 e insieme adotteranno la necessaria decisione. CHe permetterà, peraltro, anche di razionalizzare la spesa per gettoni di presenza e costi annessi legati al personale comunale di servizio.
Il capogruppo del Pd, partito di maggioranza in Consiglio, sposa l’iniziativa. “Ma siamo tutti d’accordo”, specifica subito Francesco Pappalardo. “La convocazione serale era un modus operandi ereditato dal passato. Ci siamo resi conto che questo sistema non va bene per le nuove dinamiche cittadine. Così non arriviamo più a trattare i temi con il giusto tempismo. Non c’entrano i gettoni di presenza, lasciamo stare il populismo…”, dice ancora l’esponente Pd. Certo è, però, che spesso quando un consigliere raggiunge il limite massimo di presenze per i rimborsi (26) capita che sparisca dalle sedute di fine mese, fossero anche su temi importanti.

 

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