• Siracusa. Il corridoio e la caffetteria, ai due lati di piazza d’Armi un “affare” di…cemento armato

    Nell’affaire Maniace ruba improvvisamente la scena il corridoio che collega i due edifici che ospitano gli uffici del Consorzio Amp Plemmirio. Due lati opposti di piazza d’Armi, due storie diverse: la caffetteria in costruzione e il costruito corridoio. Unico punto (critico) eventualmente in comune sarebbe l’utilizzo di cemento armato anche se in entrambi i casi viene seccamente smentito.
    Eppure una scheda del progetto approvato nel 2012 per il completamento funzionale della sede dell’Amp Plemmirio evidenzia la presenza di quattro plinti in c.a. (cemento armato) su cui poggia la struttura e posti alla base verosimilmente in seguito di uno scavo, seppur minimo. L’intervento iniziale doveva in realtà riguardare complessivamente 330 metri quadrati, per un corpo di fabbrica (una costruzione, ndr) che doveva svilupparsi su due piani per un’altezza media di 5,20 metri. Tutto autorizzato dalla Soprintendenza e dalla Commissione Ortigia che erano in carica nel 2012. I vertici del Consorzio optarono alla fine per un intervento ridotto, limitato al corridoio di collegamento. Se il presidente dell’Amp avesse scelto diversamente, oggi a quell’estremo di piazza d’Armi vi sarebbe insomma una palazzina a due piani.
    Altra nota interessante per il dibattito in corso: nonostante l’uso di plinti in cemento armato per il corridoio di collegamento, viene assicurata da progetto “la perfetta reversibilità nel caso di ripristino delle condizioni iniziali del suolo”. Il ritorno del luogo alle condizioni originali, insomma.
    Una possibilità che, invece, è attualmente oggetto di disputa per la costruenda caffetteria del Maniace, considerata struttura più fissa che amovibile proprio per la (presunta) presenza di cemento alla base (al momento di parla di battuto in calcestruzzo, ndr). Quando invece quello stesso cemento armato – nel caso del collegamento tra gli uffici dell’Amp – non sarebbe invece ostativo alla “reversibilità” ed al “ripristino delle condizioni iniziali del suolo”. Due lati opposti di piazza d’Armi, due storie diverse. O forse più simili di quel che possa sembrare.

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