Siracusa. Le parole di Wenders epitaffio per il Gargallo abbandonato in Ortigia

Se gli edifici potessero parlare, cosa ci direbbero? Nel 2010 se lo è chiesto il regista tedesco Wim Wenders che presentò alla Biennale di Venezia la installazione “If building could talk”. Le parole che accompagnavano quel filmato in loop di 12 minuti sono apparse all’ingresso dell’edificio che, in Ortigia, ospitava il liceo classico Gargallo.
Storico palazzo in abbandono, “vittima” della burocrazia e di incroci e rimpalli tra Comune ed ex Provincia Regionale, rimane lì, muto e chiuso. Ecco allora che a dargli le parole arriva il testo che Wim Wenders aveva pensato per il Rolex Learning Center dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna.
“Se gli edifici potessero parlare…Alcuni di loro risuonerebbero come Shakespeare. Altri parlerebbero come il Financial Times, altri ancora pregherebbero Dio o Allah. Altri sussurrerebbero soltanto, altri canterebbero a gran voce la loro gloria, mentre altri ancora mormorerebbero modestamente poche parole, senza nulla da dire. Alcuni sono semplicemente morti e non parlano più”. Fin qui il testo riportato all’ingresso del Gargallo.
Ma nell’originale, Wenders continua così: “L’edificio che incontrerete è gentile e amichevole, fatto per imparare, leggere e comunicare. Le sue colline e le sue vallate sono impazienti di darvi il benvenuto, per aiutare per essere utili e per essere, nel senso migliore della parola, un luogo d’incontro”. E anche questo, una volta, si poteva dire del Gargallo in Ortigia.

 

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