• Siracusa. Le scuole e i finanziamenti persi, Vinciullo: "denuncio alla Corte dei Conti per danno erariale"

    Sui finanziamenti che le scuole siracusane avrebbero perduto o rimandato indietro si accendono i toni. Lo scambio di accuse – anche sui social network – non risparmia nessuno dei protagonisti: i dirigenti scolastici da una parte, il deputato regionale Enzo Vinciullo dall’altra. In mezzo, la ex Provincia Regionale e i vari Comuni siracusani.
    I presidi siracusani difendono il loro operato e parlano di pochissimi casi di finanziamenti persi. Con responsabilità da cercare negli enti locali. L’associazione nazionale delle professionalità della scuola ha anche chiesto una task force per accelerare ulteriormente con la collaborazione di tutti.
    Vinciullo storce il naso. “A me non hanno chiesto nulla. Anzi, avevamo appuntamento alle 9 questa mattina e non si è presentato nessuno. Io sono disponibile a mettermi personalmente a disposizione. Da Palermo anche Genio Civile e Urega sono pronti ad aiutare i presidi siracusani. Ma ho letto che qualcuno dice di non averne bisogno. Bene – dice ancora l’esponente di Ncd – io vado alla Corte dei Conti e denuncio per danno erariale chi fa perdere soldi ai siracusani”.
    Non solo, Vinciullo ha chiesto alla Regione l’invio di un ispettore presso la ex Provincia Regionale. “Arriverà a giorni. Deve verificare quello che l’ente ha fatto in questa vicenda. Per capire se c’è stato danno erariale e chi l’ha fatto. Se la colpa è dell’ente, che paghi. Se è dei presidi, paghino loro. Anche se – conclude – in questa vicenda pagano solo i nostri figli che continuano a frequentare scuole non sicure. E i nostri operai che non lavorano quando invece ci sarebbe più di una occasione per nuovi cantieri”.
    La sfida tra dirigenti scolastici e il deputato regionale è accesa, al punto che Vinciullo li invita ad un confronto pubblico. “E in quella occasione tiro fuori anche altre carte e vediamo se sono gli enti locali o i presidi ad avere responsabilità. Se si scopre che ci sono bandi approvati nove mesi fa e ancora non andati in gara, oppure che ci sono presidi che hanno chiesto la revoca del finanziamento che facciamo?”, si domanda polemico prima di porgere un rametto d’ulivo. “Fermiamoci qui, alla superficie, e salviamo il salvabile”.

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