Siracusa. Non luogo a procedere per l'oculista avolese Paolo Caruso

 Siracusa. Non luogo a procedere per l'oculista avolese Paolo Caruso

Niente processo per l’oculista avolese Paolo Caruso, primario del reparto di Oftalmologia dell’Ospedale Di Maria di Avola. Dopo un iter lungo 8 anni, il giudice Giuseppe Tripi del Tribunale di Siracusa, con sentenza definitiva motivata di mercoledì scorso, ha testualmente “dichiarato non luogo a procedere nei confronti di Caruso Paolo e Marino Vittorio in ordine al reato loro rispettivamente ascritto perché il fatto non sussiste”.
A seguito di denunce anonime i due medici oculisti del nosocomio avolese erano stati segnalati alla Procura di Siracusa e alla sezione palermitana della Corte dei Conti per aver svolto attività professionale in due studi privati, senza averlo comunicato all’Asp 8 di Siracusa dalla quale dipendevano.
Dalle indagini portate avanti dagli inquirenti, pur con la costituzione di parte civile nel procedimento penale della stessa direzione generale dell’Asp con deliberazione n. 105 del febbraio 2016, non sono, invece, emersi elementi di fatto idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
Anzi. Sono risultati elementi tali da imporre al magistrato l’adozione di una sentenza di proscioglimento piena.
Si legge, infatti, nella sentenza che il dottore Paolo Caruso, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oftalmologia dell’Ospedale “G. Di Maria” di Avola, aveva già optato per il regime di intramoenia, percependo la connessa indennità di esclusività del rapporto di lavoro e, in ossequio alle norme che regolano il settore, era stato regolarmente autorizzato dai vertici aziendali a esercitare attività libero-professionale, nella branca di oculistica, utilizzando il proprio studio di Avola. E’ risultato anche che Caruso, per le prestazioni specialistiche eseguite in favore dei clienti, ha regolarmente emesso le dovute fatture.
Dopo un primo decreto di archiviazione della stessa Procura e la declaratoria di nullità dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e della conseguente richiesta di rinvio a giudizio del G.i.p, ecco la sentenza definitiva che mette un punto sul lungo iter giudiziario, con il pieno proscioglimento dei due medici oculisti.

 

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