• Siracusa.Contrabbando di carburante: sequestrati anche impianti in provincia

    Anche impianti di distribuzione di carburante della provincia di Siracusa tra i 25 sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Nespola”, che ha condotto le Fiamme Gialle catanesi all’esecuzione di 14 arresti domiciliari e 15 provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Operazione al termine della quale sono stati sequestrati impianti tra le province di Catania, Ragusa, Enna e, appunto, Siracusa. Gli indagati dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti petroliferi immessi nel mercato nazionale in evasione d’imposta (Accise e IVA), utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso ideologico, frode in commercio e turbata libertà del commercio. Le indagini hanno fatto emergere due sistemi di frode attraverso i quali i componenti dell’associazione criminale si sarebbero riforniti del carburante di “contrabbando”: un primo rappresentato dall’utilizzo di gasolio agricolo (prodotto petrolifero sottoposto a tassazione agevolata perché destinato alle macchine agricole) prelevato da depositi “complici” attraverso la produzione di falsa documentazione e “dirottato” per l’autotrazione di veicoli non agricoli; un secondo riguardante carburante per autotrazione, proveniente legittimamente da raffinerie e depositi commerciali, che veniva commercializzato senza l’applicazione dell’Iva ricorrendo a documentazione di trasporto contraffatta e fatture false in quanto compilate con destinatari diversi da quelli reali. Il gruppo criminale avrebbe prelevato il prodotto petrolifero direttamente da raffinerie siciliane e campane tramite la società Comeco srl di Siracusa e la Petrol Service di Catania, rivendendo senza Iva (al 21 per cento). Per farlo sarebbero state redatte dichiarazioni false emessa dalla società cartiera campana Gisape srl, attestando la destinazione del prodotto fittiziamente all’estero, in esenzione di imposte. In realta, secondo la Guardia di Finanza, il prodotto non avrebbe mai lasciato il territorio siciliani, andando a “piazzare” ai distributori stradali di carburante, rivenduto poi ai normali prezzi di cartellino a ignari consumatori finali.

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