• Siracusa. Parla il legale del dipendente del Tribunale accusato di aver fatto sparire materiale dall'archivio. "Non ha buttato le schede delle regionali 2012 e non esiste mandante occulto"

    “Non c’è mai stato nessuno smarrimento di documenti elettorali relativi alle elezioni regionali del 2012”. A parlare è Antonio Lo Iacono, avvocato difensore del 61enne dipendente del tribunale di Siracusa che nei giorni scorsi si è visto recapitare un avviso di conclusione indagini per il reato di distruzione materiale di atti e documenti. “E’ tornato a lavoro ma è molto scosso. Non si aspettava un clamore di questo tipo”. Lo Iacono non lo dice ma traspare la convinzione che se non vi fosse stata tutta quell’attenzione della classe politica e il clima da veleni la vicenda si sarebbe già chiusa.
    Su alcune cose, però, vuole essere chiaro. “Il famoso materiale di cui il Cga aveva disposto il riconteggio non è mai sparito. Proprio il mio assistito ha aiutato a ritrovarlo, in quella che era la sede del tribunale di Avola. C’è stata magari della confusione tra gli uffici e non è giusto che debba essere lui additato come chissà quale mela marcia. Ma soprattutto non ha agito per conto di nessuno, non esiste nessun mandante occulto”. Di cose ne ha sentite tante in giro, l’avvocato Lo Iacono, e alcune suonano alle sue orecchie come incredibilmente fuori luogo. Ne ha parlato anche con il procuratore capo, Francesco Giordano, per avvalorare la tesi della non colpevolezza del dipendente assunto con la qualifica di autista ma, di fatto, responsabile dell’archivio del tribunale di Siracusa.
    “Le schede non sono mai sparite. E il mio assistito ha aiutato a far ritrovare il materiale, che era conservato ad Avola”. Materiale che è stato inviato al Cga. “Certo, ha commesso un errore grossolano perchè per fare spazio ai documenti in arrivo dalle sedi giudiziarie della provincia chiuse a settembre ha buttato del materiale in archivio e valutato di poca importanza”. Ma dei famosi verbali di quelle elezioni del 2012 esisterebbero comunque copie in Regione e in Prefettura. E le schede di Rosolini e Pachino sono state ritrovate ad Avola. Quindi non erano state distrutte. Per Lo Iacono, dunque, il caso è destinato a sgonfiarsi. Come le responsabilità del dipendente “sbadato”.

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