• Siracusa. Regata dei Quartieri Storici, l’equipaggio di Akradina vince ancora

    Per la terza volta Akradina si aggiudicata la Regata dei quartieri storici di Siracusa, giunta alla 13.a edizione. Equipaggio totalmente siracusano, formato da Ivan Marsala al timone, Francesco Moscuzza capovoga, centro barca Elio Xibilia e Sebastiano D’Angelo e prodiere Francesco Corso e si è aggiudicato il Gonfalone, trofeo della Regata e il Remo sul quale è raffigurato lo stemma della famiglia Gargallo.
    La manifestazione è organizzata dall’associazione Il Gozzo di Marika in collaborazione con l’assessore comunale alla Cultura e Valorizzazione del territorio Fabio Granata ed all’assessore regionale Agricoltura e Pesca, Edy Bandiera. L’evento è reso possibile grazie anche al supporto della Capitaneria di Porto, della Lega Navale Italiana di piazzale Lepanto e l’associazione Anas.
    La gara, come ogni anno, ha preso il via da riva Porto Lachio, subito dopo il sorteggio delle corsie assegnate agli equipaggi e la commemorazione ai caduti in mare tenuta dal parroco Gianluca Belfiore, direttore per la Pastorale del turismo, tempo libero e sport.
    Dopo aver solcato in acqua un tragitto di 3 miglia pari a quasi 5 km, la Regata si è concluda alla Darsena, al molo di piazzale IV Novembre. Dietro Akradina, Neapolis (Mauro Bufi, Ernesto Boncuore, Michele Amorisco, Liliana De Nichilo e Gianpaolo Spadavecchia) e Ortigia (Corrado Sessa, Salvatore Sipione, Giovanni Cannarella, Claudio Cuciti e Viviana Girmenia). Fuori dal podio Epipoli (Carlos Barbagallo, Lorenzo Dragà, Salvatore Contento, Luca Dettori e Domenico Marino) e Tyche (Giuseppe Amara, Barbara Gatti, Maria Armenio, Andrea Aliffi e Valerio De Candia).
    “Una manifestazione che quest’anno si è rivelata più bella delle scorse edizioni”, ha raccontato Marsala, portavoce dell’equipaggio Akradina. “Le condizioni del mare sono sempre imprevedibili, quest’anno siamo stati costretti ad affrontare onde corte e lunghe e numerose raffiche di vento adattandoci di volta in volta alle condizioni che ci si presentavano, anche questo, d’altronde, è dovuto al fatto che le imbarcazioni sono prive di qualsiasi tipo di tecnologia. Totalizzando 23:02 minuti ci siamo migliorati rispetto alla scorsa edizione che avevamo terminato in 24 minuti. Sarebbe bello che durante tutto il corso dell’anno si parlasse della Regata ma soprattutto, personalmente, vorrei che fossero i giovani ad avvicinarsi a questa manifestazione che non è solo sport ma in particolare tradizione. Mi propongo come volontario nelle scuole per poter raccontare con la mia esperienza questo eccezionale evento”.

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