• Siracusa. Scuole, definite le regole in Sicilia: niente mascherine per i bimbi fino a 6 anni

    Definite le regole per l’apertura delle scuole in Sicilia. A darne notizia, l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla. Il documento è stato approvato dalla task-force regionale e ricalca le linee guida del Governo. Da domani il testo sarà distribuito alle scuole, ai comuni, ai liberi consorzi.

    Nelle scuole dell’infanzia e per il primo biennio della scuola primaria l’idea è quella di formare piccoli gruppi in ogni aula “prevenendo occasioni di più ampia aggregazione e quindi favorendo lo svolgimento di tutte le attività, incluso il consumo di pasti”.  Laddove possibile occorrerà privilegiare  “ l’utilizzo di luoghi aperti e regolando l’afflusso degli alunni”. Percorsi studiati per l’ingresso e l’uscita, in modo da limitare le occasioni di assembramento. Mascherina obbligatoria per il personale scolastico, per gli addetti alla sanificazione, per chi gestisce spazi comuni e pasti. Anche gli studenti dovranno portarla, limitandone l’uso eventualmente in aula ma tenendole negli spazi comuni, all’entrata e all’uscita e durante le attività collegiali. Regola che non varrà per i bimbi della scuola dell’Infanzia, fino ai sei anni. Non saranno tenuti ad indossarle. Dovranno farlo, però, i loro insegnanti e gli assistenti.

    Non dovranno presentarsi a scuola gli alunni con una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi, dichiarando di non essere stati in quarantena domiciliare negli ultimi 14 giorni o in contatto con persone positive al Covid-19 o, ancora, se non presentano sintomi riconducibili a difficoltà respiratorie insorte negli ultimi 3 giorni. Le scuole potranno predisporre un apposito modulo, per semplificare tale operazione. I genitori si impegneranno cosi’ a tenere a casa i figli nel caso in cui una di tali condizioni si fosse verificata.

    Nelle scuole dovranno esserci adeguati detergenti per le mani, sia all’interno, sia all’ingresso.

    Resta obbligatorio il distanziamento interpersonale. Gli spazi della didattica vanno quindi riorganizzati, anche ricorrendo a palestre, uffici o laboratori o perfino con interventi di edilizia leggera o realizzazione di coperture. Se questo non bastasse, si dovranno modificare gli orari scolastici, riducendo la durante delle lezioni e ricorrendo ai turni.

    Se dovesse servire, potranno essere richiesti locali esterni alla scuola.

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