• Siracusa. Tecnologia e 26 proiettori hanno riportato in “luce” il tempio di Athena

    Si è conclusa da pochi giorni, il 10 novembre, la proiezione artistica che ha riportato “in luce” il tempio greco di Athena, i cui resti sono ancora visibili ed inglobati nella Cattedrale di Siracusa. A rendere possibile la spettacolare iniziativa è stata una tecnologia avanzata e innovativa, made in Italy. Anzi, orgogliosamente made in sud. Il mapping statico che ha ridato “colore” alle suggestioni della storia è stato realizzato grazie all’uso contemporaneo di 26 Divum, piccoli ma performanti proiettori a led che hanno magicamente rigenerato l’immagine del tempio, come in un grande puzzle. Per questa prima volta assoluta, Siracusa e la sua Cattedrale sono stati scelti dalla Goboservice, giovane azienda con sede a Reggio Calabria. Giovane ma già molto quotata nel mondo delle proiezioni architetturali, a livello nazionale e internazionale. Un punto di riferimento per gli operatori interessati alla comunicazione visiva d’effetto.
    Il settore culturale è la nuova frontiera su cui ha iniziato a misurarsi direttamente e attraverso una sua controllata, la start up innovativa “Showrba” che si sta specializzando proprio nei progetti artistici più complessi, in cui le proiezioni diventano strumenti di ricerca da utilizzare anche per il restauro virtuale.
    Pietro Martino, il Ceo under 30 della Showrba, ci ha raccontato il “dietro le quinte” di questa sfida a Siracusa, concepita con Luca De Franco (manager Goboservice). Una sfida accettata con entusiasmo dal sindaco Francesco Italia che ha trovato nei festeggiamenti per i 25 secoli di vita del tempio l’occasione giusta per mettere in pratica l’intuizione artistica.
    “Da tempo – spiega Martino – cercavamo un monumento particolare sul quale effettuare questo esperimento. La bellissima cattedrale di Siracusa si prestava in maniera eccezionale, non solo per la presenza di tracce importanti del passato ma anche per il contesto generale in cui avremmo dovuto operare, con la giusta distanza degli edifici circostanti su cui posizionare i proiettori. C’erano tutti i presupposti per creare qualcosa di emozionante”.
    Un lavoro partito con largo anticipo. Già dopo l’estate i primi contatti con l’amministrazione comunale e successivamente con l’Ibam-Cnr. Sotto la responsabilità scientifica di Francesco Gabellone, l’ente di ricerca ha messo a disposizione del progetto un lavoro già realizzato, ossia la ricostruzione in digitale del tempio. E questo studio è stato riutilizzato per generare i prospetti ricreati con le proiezioni.
    L’immagine tridimensionale particolarmente dettagliata è stata poi rielaborata dai grafici Goboservice e riprodotta in segmenti sui “Gobos”, gli speciali supporti vitrei inseriti nei proiettori. Un passaggio tecnico complesso che ha dovuto tenere conto di molteplici variabili a partire dalle scadenze ravvicinate: “E’ stata un’autentica corsa contro il tempo che ha messo alla prova tutto il team di grafici e installatori per rispettare i tempi stretti dell’ambizioso progetto”.

    Aggiunge poi “i vincoli di proiezione derivanti dalla distanza, dal posizionamento, dall’inclinazione dei proiettori e dai volumi difformi delle pareti della cattedrale che non consentivano margini di adattamento una volta accese le macchine. L’immagine complessiva doveva essere semplicemente perfetta già in laboratorio”.
    Per questo i tecnici hanno utilizzato delle speciali griglie ottiche con le quali sono stati generati i punti di riferimento utili a creare i segmenti da proiettare senza imperfezioni. E poi avanti, colonna per colonna, una metope dopo l’altra a ridare vita all’Athenaion celebrativo voluto dal tiranno Gelone nel 480 a. C.
    Un intervento che in più ha reso omaggio con un’altra serie di gobos alla non meno suggestiva facciata barocca della Cattedrale, con una valorizzazione luminosa di statue, fregi e architravi.
    Per quasi 2 settimane, grazie alle innovazioni tecnologiche messe in campo, il simbolo massimo del genius loci siracusano è riemerso dalla coltre dei secoli, tornando a mostrare al mondo l’archetipo dell’armonia classica raggiunta dalla cultura greca nel V° secolo. E Athena, dea della Sapienza, non può che avere apprezzato…

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