• Siracusa. Un'officina per i migranti. Un imprenditore: "Vorrei insegnare loro un lavoro, mettetemi nelle condizioni"

    Migranti a Siracusa. Sarebbero troppi secondi alcuni. In un’ottica simile se ne è anche occupato il consiglio comunale, con un ordine del giorno ad hoc. Ma non tutti la vedono allo stesso modo. Ad esempio, Stefano Zanghì è un imprenditore siracusano. E’ il titolare di un’azienda specializzata nella lavorazione di infissi e lavori in ferro. Ed ha deciso di mettere a disposizione la sua struttura per impegnare quegli stranieri che volessero imparare un lavoro nei giorni di permanenza a Siracusa. Nel capannone di circa 600 metri quadrati, poco fuori il centro abitato, mostra i vari apparati e apparecchi. “Tutto a norma di sicurezza”, ci spiega con orgoglio. Ci sono troncatrici, fresatrici, punzonatrici, filettatrici e il centro di lavoro. La crisi ha pesantemente colpito il settore. Se prima l’officina lavorava per l’intera giornata adesso sono decisamente blandi i ritmi. Giusto qualche ringhiera, i cancelli, lavorazioni leggere in acciaio, zanzariere. Purtroppo ha anche dovuto a malincuore fare dei licenziamenti.
    Alle varie postazioni possono lavorare fino a venti persone contemporaneamente. Oggi sono spente. “Crisi per crisi, mi piacerebbe che queste macchine tornassero a lavorare. Se non per produrre, almeno per insegnare un lavoro a questi disperati che arrivano sulle nostra coste”, il pensiero di Stefano che a capo della sua officina ha un giovane marocchino capace quindi di comunicare in arabo e francese. “Questo è quello che possiamo fare noi. Per realizzare davvero questo progetto abbiamo però bisogno dell’aiuto di qualcuno. Per capire, ad esempio, come fare tutto in termini di legge. E poi almeno un contributo per le spese elettriche. Ho chiesto alle associazioni di categoria, non so se parlare anche con il Comune. Se qualcuno può darmi un indicazione è il benvenuto. Io sono a disposizione”, spiega ancora Stefano.

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