• Siracusa. Vestite di nero con un fiore rosso: da casa di Eligia il “no” alla violenza

    Un gruppo di donne, vestite di nero, con un fiore rosso, insieme per dire “no” alla violenza. Messaggio forte quello lanciato sul tema della violenza sulle donne, nelle giornate dedicate proprio ad un fenomeno che continua a mietere vittime, non solo nel caso estremo e comunque purtroppo frequente, del femminicidio. Letture sul tema e la scelta di un luogo che la violenza sulle donne, il femminicidio, la sofferenza, l’umiliazione, lo racconta fin troppo bene. E’ via Calatabiano, proprio sotto casa di Eligia Ardita, l’infermiera siracusana che portava in grembo, all’ottavo mese di gravidanza, la sua piccola Giulia. Entrambe strappate alla vita. Il marito della donna, Christian Leonardi, è stato condannato in primo grado all’ergastolo. E non mancavano, a testimoniare con la loro presenza l’enorme dolore delle famiglie delle donne uccise, i genitori di Eligia. “Un piccolo gesto, ma qualcosa bisogna pur fare- hanno spiegato le organizzatrici dell’iniziativa, che si sono riunite spontaneamente -per contribuire a rafforzare la conoscenza del dramma che attraversa la vita di molte donne e a rafforzare la rete di supporto e solidarietà , creatasi tra Centri Antiviolenza, forze di polizia, Codici Rosa delle strutture ospedaliere. In un percorso itinerante attraverso il mercato di via Giarre , il gruppo ha letto brani tratti dalla stampa locale e dalla letteratura di genere suscitando attenzione e commenti . Grande commozione ha provocato la sosta e la performance sotto la casa di Eligia Ardita e della figlioletta che portava in grembo , cui le organizzatrici hanno voluto dedicare un ricordo speciale a testimonianza di una ferita profonda non ancora sanata. Delle urgenze legate al tema ,amplificatesi dopo l’approvazione del Codice rosso da parte del Parlamento nazionale, il gruppo sottolinea l’esigenza di consolidare sempre più il sistema di relazioni tra Enti e volontariato , di dotare il territorio di case rifugio , di finanziare i presidi Antiviolenza sbloccando risorse previste e non ancora elargite del Piano Nazionale . »

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