• Siracusa. Viadotto di Targia, la Protezione Civile Regionale: “conferenza di servizi per i pareri sul progetto”. Ma mancano ancora i fondi

    Poco meno di un mese e il viadotto di Targia “festeggerà” il suo primo anno da osservato speciale. Il 14 febbraio del 2013, un sopralluogo dei tecnici comunali ne riscontrava diverse criticità poi confermate dalla perizia e dalla relazione del professore Antonino Badalà, dell’Università di Catania, chiamato a indicare il da farsi. Prescrizione chiara: diminuire il volume del traffico e il conseguente carico quotidiano in transito su quella che è l’unica via di fuga a nord di Siracusa, che collega Scala Greca con Targia e il vicino snodo autostradale. Restringimento di carreggiata, unico senso di circolazione in uscita e veicoli in entrata dirottati su un vicino tratto di statale abbandonata da decenni. Un budello che a mala pena riesce a far passare un’auto per volta. Tutto in attesa di necessari lavori di consolidamento su campate e piloni, in alcuni tratti ormai “nudi” ovvero con i tondini in ferro scoperti e in parte corrosi.
    A quasi un anno da quei provvedimenti, che avrebbero dovuto avere carattere transitorio per una emergenza ancora irrisolta, la situazione non è mutata. Soffre il traffico cittadino, con file in entrata ed in uscita che – nelle ore di punta della adiacente zona industriale – fanno sentire il loro “peso” su gran parte della viabilità della zona alta della città mentre i mezzi pesanti sono stati tutti dirottati a Siracusa sud.
    Il dibattito, e le polemiche, sono sempre accese in città con ricorrenti scambi di battute al vetriolo tra il deputato regionale Enzo Vinciullo e l’assessore comunale ai lavori pubblici, Alessio Lo Giudice. Nel mezzo, gli interventi di consiglieri comunali ed esponenti della cosiddetta società civile. Ma questa è vicenda che si risolve a Palermo, non certo a colpi di comunicati stampa a Siracusa.
    A quasi un anno dall’emergenza, come stanno oggi le cose? Lo abbiamo chiesto al responsabile della Protezione Civile Regionale, Calogero Foti. L’ingegnere risponde di buon grado a SiracusaOggi.it. “L’opera è stata già inserita nel piano regionale delle vie di fuga”, ci racconta. Ma a rallentare i lavori, il solito problema. “Si è in attesa del reperimento delle risorse necessarie per finanziare l’intervento”. Fondi europei magari, perchè quei 3,5/4 milioni necessari non sono così semplici da trovare diversamente. “Il Servizio 13 regionale di Protezione Civile per la provincia di Siracusa, nelle more, sta provvedendo alla convocazione della conferenza di servizi necessaria per acquisire i previsti pareri utili all’approvazione del progetto”, aggiunge il numero uno della Protezione Civile regionale.
    Tirando le somme, quasi un anno dopo siamo alla conferenza dei servizi. La soluzione dell’emergenza viadotto di Targia sembra ancora lontana. Portate pazienza siracusani. E mettetevi in coda.

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