• Sofia Amoddio, lo sfogo: “perchè la Procura Militare ora si interessa del caso Scieri?”

    “La Procura militare generale di Roma chiede di avocare le indagini che sta conducendo la Procura ordinaria di Pisa per la morte di Emanuele Scieri ucciso, nel agosto del 1999, dentro la caserma Gamerra. Perché ora?”. Una domanda che tutti, nelle ultime ore, ci siamo posti. Ma ha mille volte più forza se il quesito passa per la voce di Sofia Amoddio.
    L’ex parlamentare Pd ha guidato con coraggio e caparbietà la commissione parlamentare d’indagine che è riuscita a rompere muri e catene di omertà, a più livelli. Dopo vent’anni di silenzi e reticenze sulla morte di un giovane parà siracusano, all’interno di una caserma dello Stato italiano.
    “Nel 1999 la procura militare archiviò il caso. Con una legge a mia firma, il parlamento italiano ha istituito la commissione di inchiesta il 4 novembre del 2015. Perché la procura militare non riaprì le indagini nel 2015? La commissione di inchiesta parlamentare il 5 dicembre 2017 ha depositato la relazione al Parlamento e alcuni mesi prima aveva chiesto ed ottenuto che la Procura ordinaria di Pisa riaprisse le indagini sul caso. Perché la Procura militare non iniziò le indagini nel 2017?”, scrive la Amoddio.
    “Hanno dovuto attendere un avvocato di provincia (parla di se stessa, ndr), aiutata da parlamentari visionari che hanno creduto nel sogno della verità, per ricercare nelle carte del 1999 cosa era avvenuto. Cosa è accaduto oggi di nuovo? Rimango attonita e silente in questo interrogativo carico di dolore a cui nessuno potrà darmi una risposta: perché ora?”.
    La Amoddio non lo scrive ma quel suo “perchè ora?” è domanda tronca. La versione completa, è impressione diffusa, è che la domanda per esteso potrebbe suonare più o meno così: perchè proprio ora che la verità è vicina ed i responsabili sono chiamati a rispondere delle loro responsabilità?

    Foto: la Amoddio interroga in commissione il generale Celentano

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