Studenti, protesta ad Avola: “No alla violenza, ma servono risposte per la scuola”
Anche ad Avola il mondo della scuola scende in piazza per accendere i riflettori sulle criticità degli istituti superiori e chiedere risposte concrete. Una mobilitazione pacifica, nata dal disagio vissuto quotidianamente dagli studenti e dalla necessità di ottenere interventi sulle condizioni degli edifici e sulle attività didattiche. A raccontare i problemi sono gli stessi ragazzi, che denunciano carenze strutturali e difficoltà che incidono sulla regolarità delle lezioni. “Abbiamo tetti con infiltrazioni, crepe, bagni inagibili. Ci chiediamo se manchino i fondi per intervenire. All’indirizzo alberghiero, non arrivano le forniture alimentari necessarie per consentire ai ragazzi di svolgere regolarmente le attività didattiche”, racconta Michelangela Montoneri, rappresentante della sezione licei.
Una situazione che, secondo gli studenti, richiede attenzione da parte degli enti competenti e soluzioni che vadano oltre le promesse, con verifiche puntuali e interventi capaci di restituire alle scuole ambienti adeguati e condizioni di apprendimento dignitose. La protesta di Avola si caratterizza anche per la volontà di prendere le distanze dagli episodi di violenza registrati in altre città, ribadendo che manifestare e denunciare i problemi non significa necessariamente arrivare allo scontro.
Simone Di Noto, rappresentante d’istituto dei licei è netto. “Siamo per le manifestazioni pacifiche e condanniamo quanto sta accadendo a Milano. Oggi siamo qui, ad Avola, con i nostri cartelloni e le nostre voci, perché vogliamo essere ascoltati dalle istituzioni. Nelle scuole esiste un disagio profondo e connivente. La condanna delle violenze non significa rinunciare alla protesta, così come la richiesta di ascolto non può essere liquidata come una semplice contestazione”, conclude Di Noto.












