Tiziano Spada si smarca, il grande freddo con Giuseppe Carta: “Libertà e autonomia prima di tutto”

 Tiziano Spada si smarca, il grande freddo con Giuseppe Carta: “Libertà e autonomia prima di tutto”

L’ultimo atto della ormai consumata – nel senso, terminata – intesa politica tra Tiziano Spada e Giuseppe Carta, è andato in scena ieri sera. Da Solarino, cittadina di cui è sindaco, Spada sotterra il ramoscello di ulivo.” Non abbiamo padroni e non accettiamo che qualcuno possa pensare di decidere le sorti della nostra comunità al posto dei cittadini. Solarino ha un sindaco e un’amministrazione che rispondono esclusivamente alla città”. E per essere ancora più chiaro, ecco il riferimento all’ex alleato: “Le distanze politiche e istituzionali che ho assunto nei confronti dell’onorevole Carta rappresentano una scelta precisa, maturata nella convinzione che l’autonomia della nostra comunità e la libertà delle istituzioni vengano prima di qualsiasi rapporto politico. Un scelta politica che rivendico con convinzione”.
Dai fondi Aerca alla giunta comunale e adesso alle polemiche in Consiglio tutte interne alla maggioranza, non un momento sereno. “In questi mesi abbiamo lavorato, programmato interventi, avviato servizi e affrontato problemi che da anni attendevano risposte. Abbiamo ancora tanto da fare e non permetterò che le vicende politiche cancellino il lavoro svolto o compromettano il futuro della nostra comunità”, ha ruggito Tiziano Spada. “Ogni consigliere comunale sarà libero di compiere le proprie valutazioni e assumere le proprie decisioni. Non chiedo fedeltà alla mia persona, ma responsabilità nei confronti della città. Il progetto Orizzonte Solarino nasce per rappresentare un’idea di comunità e può continuare a essere il punto di riferimento di chi condivide la volontà di amministrare senza condizionamenti”. Altrimenti? “Non mi interessa una maggioranza soltanto numerica o dichiarata, ma una maggioranza che consenta di approvare gli atti amministrativi necessari per dare risposte alla città. Se queste condizioni dovessero venire meno, sarò pronto anche a rassegnare le mie dimissioni. Non resterò attaccato a una poltrona rinunciando alla mia libertà e alla mia dignità politica”.
Ad un passo dalla crisi, Spada rilancia il fattore identitario. “La nostra forza sono i cittadini – dice – la nostra unica appartenenza è Solarino. Non abbiamo padroni e non ne avremo mai”.

 

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