• Tony Drago, morto in caserma senza colpevoli. Mamma Sara: “dov’è la giustizia?”

    “Giustizia in Italia? Ci credo poco ormai. E come potrei crederci…”. La voce è bassa ma le parole sono scandite con attenzione. Sara Intranuovo è la mamma di Tony Drago, morto nel luglio 2014 all’interno della “sua” caserma, a Roma. Per la tragica fine del caporale siracusano, il gip di Roma ha disposto l’archiviazione per gli otto militari chiamati a rispondere di omicidio colposo. Passato troppo tempo dai fatti, difficile ricostruire con esattezza l’accaduto. Questo, in sintesi, il pensiero del tribunale della Capitale.
    “Dopo 5 anni non ci aspettavamo una conclusione di questo tipo. Cinque lunghi anni. A noi vengono a dire che è passato tanto tempo?!? Non abbiamo parole”, ci racconta la coraggiosa mamma di Tony che sin dalle prime battute ha contestato la ricostruzione ufficiale che – forse con eccessiva premura – aveva liquidato tutto come suicidio. Ma quello era un pensiero che mai sarebbe potuto appartenere al caporale Drago, solare e solido nella sua quotidianità. E poi ci sono anche le perizie e quelle prove scientifiche prodotte dal team legale della famiglia che avevano parlato apertamente di pista omicidiaria. “E invece tutto è andato a farsi benedire…”, l’amara chiosa di mamma Sara. La paura dei familiari è quello di rivivere un nuovo caso Scieri. “Mi ha chiamato il sindaco Italia. Ho apprezzato ma non so cosa possiamo fare”.
    Giovedì l’avvocato Dario Riccioli farà il punto con mamma Sara e papà Alfredo. La volontà è quella di non mollare. E il supporto di ogni associazione ed istituzione è più che necessario.

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