Treni in Sicilia, nuovi investimenti e soliti problemi: il monitoraggio del Comitato Pendolari

 Treni in Sicilia, nuovi investimenti e soliti problemi: il monitoraggio del Comitato Pendolari

Il comitato pendolari siciliani ha presentato i risultati del suo monitoraggio treni sulle tratte ferroviarie maggiormente frequentate, nel primo semestre del 2022. E’ stato eseguito su un totale di oltre 25.000 treni distribuiti sulle tratte di maggiore frequentazione.
Nel loro insieme, i valori raccolti mettono in luce ancora una volta le problematiche e i disservizi riscontrati sulle varie relazioni per problemi tecnici all’infrastruttura, alle condizioni meteo avverse o altre cause dovute a fatti occasionali-ostruzioni varie lungo linea.
“L’obiettivo- spiegano dal Comitato – è sensibilizzare Regione, Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana a rilanciare gli investimenti, ottimizzando parallelamente i tempi di percorrenza riducendo al minimo i tempi di attesa per incrocio che inevitabilmente caratterizzano le tratte a doppio binario”.
La tratta Catania-Caltagirone è stata quella maggiormente interessata dai ritardi rilevati, con 73 treni in ritaro e 92 soppressioni. Considerando che il campione ha riguardato 621 treni, è chiaro il significato che una volta su quattro il viaggiatore incorre in un disservizio, nello specifico nel 26,57% dei casi.
La rilevazione sulla tratta Siracusa-Catania-Palermo ha interessato 1875 treni con 7.192 minuti di ritardo associati, 345 treni in ritardo e 62 soppressi. Questi treni rappresentano il 21,7% dei 1.875 treni monitorati.
A ruota sulla relazione Piraineto – Castelvetrano – Trapani abbiamo registrato 8.665 minuti di ritardo per 3.540 treni, con una percentuale di disservizio tra ritardi e soppressioni del 13,84%.
Le cose vanno relativamente meglio sulla tratta Messina-Catania-Siracusa dove il campione ha riguardato 9.428 treni con 519 treni in ritardo e 290 soppressi, per una percentuale di disservizio dell’8,58%.
Vale la pena di rilevare che la tratta in questione è stata oggetto nel precedente studio di circa il 43% di treni monitorati arrivati a destinazione prima dell’orario previsto.
Infine sulla relazione Messina – S. Agata Militello – Palermo, su 10.292 treni presi in esame, sono stati rilevati 518 convogli in ritardo e 97 soppressioni, con una percentuale vicina al 6%.
Accolti con favore gli investimenti di questi ultimi anni, con l’intervento della Regione Siciliana che con fondi europei ha acquistato 25 nuovi treni ‘Pop’ già in esercizio in alcune tratte ferroviarie, altri 22 nuovi treni bimodali (diesel-elettrici) ‘Blues’ ed è di qualche giorno fa la notizia che la Regione ha provveduto ad acquistare ulteriori nuovi 12 treni ‘Pop’, portando così ad un rinnovamento totale, con 59 nuovi treni, la flotta del materiale rotabile in Sicilia.
A questi vanno aggiunti i 6 treni ‘Jazz’ entrati in servizio sulla Palermo-Punta Raisi a fine del 2016, come previsto dal Contratto di Servizio Ponte 2015-2016. L’unico intervento della Regione, per l’acquisto di nuovo materiale rotabile risale all’Accordo Attuativo del 2002-2004 relativo al cofinanziando di 46 milioni per l’acquisto dei 40 nuovi treni ‘Minuetto’. Tutto il materiale rotabile già in circolazione e quello che dovrà arrivare verrà dato in ‘Comodato d’Uso Gratuito’ all’impresa di trasporto ferroviario Trenitalia. E questo sorprende il Comitato pendolari: “quali sono e/o saranno i benefici per la committente Regione Siciliana? Saranno effettuati treno-km in più da aggiungere agli attuali 10 milioni e 900 mila previsti dal contratto di servizio? O di quali altri benefici potremmo usufruire?”, i quesiti contenuti nel monitoraggio.
Suggerito l’adattamento dell’attuale offerta commerciale, “prevedendo un aumento di almeno 2/3 milioni di km-treno per effettuare un servizio cadenzato nelle dorsali, per accrescere il servizio in quei territori dove è totalmente assente e per far partire il servizio metropolitano nel nodo di Catania e di Messina”.

 

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