Un nuovo aeroporto in Sicilia? Torrisi (Sac) gela il sogno. E sul ruolo di Siracusa: “No campanile”
Serve un nuovo aeroporto in Sicilia? “Questo non sta a me dirlo. L’Enac, che è lì per questo, dice di no. Tutti gli studi hanno detto di no. Io capisco che c’è chi possa volerne uno, certo non ogni frazione o provincia. Però in realtà il mercato dice cose diverse”. Lo ha detto Nico Torrisi, ad di Sac la società che gestisce l’aeroporto di Catania, a margine dell’assemblea pubblica per il centenario di Confindustria Siracusa. “Io credo che quello che occorra di più in Sicilia sia il miglioramento di tutte le infrastrutture di collegamento. Noi abbiamo già quattro aeroporti in una regione, sono tantissimi. Ora è importante collegarli meglio. Dopodiché, lo sviluppo dei nostri aeroporti è quello che si sta già vedendo in questi anni, cioè enorme in termini di crescita e sviluppo”, ha aggiunto.
Sul tema della prossima privatizzazione dello scalo etneo ed i timori per le quote e la rappresentanza di Siracusa, Torrisi si mostra certo. “Non credo ci sia un problema di ruolo di Siracusa, di Catania o di Comiso o di altre realtà. Il problema è il futuro dei nostri aeroporti, un futuro che vedrà grandi opportunità a fronte di un investimento di oltre un miliardo che è quello che dovranno assicurare i soggetti che gestiranno la nuova quota di maggioranza assoluta”. Torrisi invita ad andare oltre al campanile. “Serve una visione come quella di Confindustria, costruttiva. Il punto non è vedere chi detiene l’uno o il dieci per cento per determinare un posto di governance. Serve molto pragmatismo e non le logiche politiche, per il futuro dei nostri aeroporti.












