• Mille polemiche: Giansiracusa replica, “24.000 euro lordi all’anno”

    La nomina a capo di gabinetto di Michelangelo Giansiracusa ha sollevato un vespaio di polemiche. Dallo stipendio alla stessa necessità di una simile figura, la politica siracusana si è scatenata – in particolare sui social network – trasformando la nomina in un nuovo e accesso scontro politico.
    Dopo qualche ora di silenzio, Giansiracusa ha deciso di affrontare di petto le critiche e rispondere. A cominciare dalla sua indennità. “Ho un contratto a tempo determinato da 24.000 euro lordi l’anno e senza indennità di carica aggiuntive. Dimezzo la mia indennità di sindaco di Ferla che passa così a 500 euro e lascio la mia professione, sono avvocato, per dedicarmi al nuovo incarico”, spiega in diretta su Fm Italia durante il programma Doppio Espresso. Nei giorni scorsi aveva già rassegnato le dimissioni da presidenti della Srr Ato Siracusa. “Non sono un collezionista di incarichi”, aggiunge prima di ricordare come la figura del capo di gabinetto e la sua nomina fiduciaria da parte del sindaco “è prevista dal Testo Unico degli Enti locali dove si concede ai sindaci la possibilità di nominare anche altri componenti dello staff”. E, per la cronaca, il capo di gabinetto è il funzionario che dirige il gabinetto, vale a dire l’ufficio formato dai più stretti collaboratori di un funzionario politico (come il sindaco) ed è scelto in base a criteri fiduciari (alcuni stabiliti per legge).
    Giansiracusa non risparmia poi la stoccata politica: “nei tempi delle vacche grasse c’erano 12 assessori a Siracusa e andava bene. Oggi, dopo la riforma Del Rio, ce ne sono 7 per gestire le stesse complessità. Una figura fiduciaria e di supporto al lavoro della giunta e del sindaco non dovrebbe, quindi, essere vista come un problema. Per questo, anche a chi oggi polemizza, dico: rivediamoci tra sei mesi per valutare la mia attività ed il lavoro svolto. E su quello ci confronteremo”.

    freccia